lunedì 5 luglio 2010

Scienza e Conoscenza


LA SCIENZA. CHE COS’È LA SCIENZA?
Se un uomo di scienza si trovasse oggi nella giungla davanti ad un fuoco acceso con due legnetti sfregati tra loro, e cercasse di spiegare alla gente che lo circonda il concetto che...
«Sì! È davvero possibile vedersi stando a tre mesi di cammino l’uno dall’altro. Ed anche parlarsi, se si vuole. Sì! È possibile percorrere un’intera valle in pochi istanti, volando più veloci degli uccelli, ed anche più in alto di loro. Sì, si può colpire un giaguaro a mille passi di distanza, in piena notte, vedendolo come se fosse giorno. Sì, è possibile tutto questo, anzi molto di più, a patto però di risolvere tutto sul piano della scienza e della tecnica»
quest’uomo si sarebbe assunto un incarico non da poco.
Mostrare a tutti il fucile, l’orologio, e il cannocchiale, non servirebbe a nulla.
Anzi. Una volta giocato con le lenti e sparato qualche colpo, tutti farebbero mostra di aver capito.
E la confusione sarebbe totale.

L’uomo di scienza dovrebbe allora cominciare ad esporre concetti molto strani.
«Badate che la scienza non è saper costruire questo o quest’altro oggetto; non è saper volare o saper fabbricare un fucile. Anche voi sapete fare tante cose, come archi, trappole, e capanne; ma non per questo avete la scienza. La scienza non è vago sapere, perché anche le vostre vecchie sanno tante cose. La scienza non è nemmeno scoprire e indagare, perché questo lo fanno tutti i bambini, ed anche i cuccioli curiosi.
La scienza non esiste. La scienza è un modo di accostarsi alle cose. La scienza è METODO. La scienza è infinita. La scienza non può essere totalmente posseduta perché è senza limiti. La scienza è nella gente, e tuttavia è anche fuori, nel mondo da scoprire. La scienza è vita, ma è anche morte»

LA CONOSCENZA. CHE COS’È LA CONOSCENZA?
Da secoli, nei banchetti o seduti attorno al fuoco, gli uomini di conoscenza cercano di spiegare a coloro che li circondano il concetto che...
«Sì! È davvero possibile spostare la propria coscienza da un luogo all’altro dell'universo in un istante. E anche il proprio corpo, se si vuole. Sì, è possibile non ammalarsi mai, ed evitare i pericoli più nascosti. Sì, è possibile essere immortali o vivere comunque una vita perfetta e senza rimpianti. Sì, è possibile tutto questo, anzi molto di più, a patto però di risolvere tutto sul piano della conoscenza e dello spirito»
ma così facendo quegli uomini si assumono sempre un incarico non da poco.
Mostrare a tutti i prodigi, i miracoli, e le guarigioni fulminee, non serve a nulla.
Anzi. Una volta goduto di qualche grazia e aver ragionato sulla spiritualità, tutti fanno mostra d’aver capito.
E la confusione è sempre totale.

Gli uomini di conoscenza finiscono allora con l'esporre concetti molto strani.
«La conoscenza è una. La conoscenza è morte. La conoscenza è morte ma è anche vita. Badate: la prima base della conoscenza è amarsi, ma è il compiacimento di sé l’errore più grande. È vero che la conoscenza è un processo, ma la conoscenza è già in tutti voi. Solo la conoscenza vi rende liberi, ma per accedervi occorre morire. Attenzione però! La conoscenza viene dall’irrazionale, e l’irrazionale viene dal non pensare. La conoscenza fa paura, ma sempre, ve lo confermo, sempre, per chi diviene uomo di conoscenza, tutto quanto si vede, si sente, e si mangia, diventa strumento di ulteriore conoscenza»

LA SCIENZA FU PRECEDUTA DA UNA RIVOLUZIONE
Fu necessario sottrarsi all’incubo dei corpi.
Fu necessario superare l’ottica di un universo costituito da tanti elementi separati, e cominciare a vederlo invece come quid, come infinito, come continuum.
Come unità astratta, insomma.
Fu quindi necessario liberarsi dei «su» e dei «giù, dei «dentro» e dei «fuori», dei «sopra» e dei «sotto», dei «pieno» e dei «vuoto», dei «divino» e degli «umano», dei «celeste» e dei «terrestre»...
(L’universo non è un punto di vista)

LA CONOSCENZA È PRECEDUTA DA UNA RIVOLUZIONE
È necessario sottrarsi all’incubo dei corpi.
È necessario rimuovere l’ottica di noi stessi come costituiti da tanti elementi separati, e cominciare a vederci invece come quid, come infiniti, come continuum.
Come unità astratte, insomma.
È quindi necessario liberarsi dei «su» e dei «giù», dei «dentro» e dei «fuori», dei «sopra» e dei «sotto», dei «divino» e degli «umano», dei «mentale» e dei «corporeo», degli «emotivo» e dei «cerebrale»....
(Noi non siamo un punto di vista)

Tratto da IO E LA CONOSCENZA di Claudio Bettinelli

1 commento:

  1. Veramente interessante questa spiegazione della scienza e conoscenza come astrazione, distacco da un piano emperico a un piano astratto. Creare un modello da applicare al mondo all'uomo, e unire il tutto come un continuum, altrimenti avremo solo visioni spezzettate che da solo non dicono niente

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