mercoledì 29 settembre 2010

Illuminazione e Consapevolezza

Stai nell'emozione

dallo Studio Olistico Namasthe.

( Tratto da ALCHIMIA CONTEMPORANEA di Salvatore Brizzi)  di Chiara Lagrange

Il treno fu anche teatro della mia iniziazione. Una mattina mi trovavo in viaggio fra Torino e Milano , questa volta Victoria Ignis non era con me o, almeno, non lo era fisicamente, ma su un piano più elevato quella donna si trovava ormai dentro di me in maniera costante. Ero immerso nella lettura di un libro quando il cellulare della signora seduta di fronte a me squillò e lei rispose. Iniziò a parlare a voce alta dei suoi affari, delle difficoltà familiari, dei problemi di salute…senza curarsi minimamente di chi le stava intorno. Era insopportabile : la sua voce diveniva ogni minuto sempre più irritante e mi impediva di concentrarmi sulla lettura. Proprio quando ero sul punto di sbottare e invitarla a inserire quel cellulare in uno dei suoi orifizi più intimi…si attivò spontaneamente l’osservatore dentro di me. Riuscii cioè a ricordarmi di osservare ciò che stava accadendo al mio apparato psicofisico, questa volta senza l’aiuto di Victoria Ignis, la quale in occasioni simili era solita intervenire per farmi notare quale strada stavano prendendo le mie emozioni e la mia immaginazione negativa.

Il mondo è soggettivo, personale, costruito su misura per te da te. L’aggressività è qualcosa che fa parte di te, che porti sempre con te quando mangi, quando guidi, quando fai meditazione, quando fai l’amore, quando dormi…è sempre con te, come il fatto che sei alto un metro e settantotto e hai i capelli neri. Pur essendo sempre con te, emerge però unicamente in alcune occasioni, proiettando all’esterno una scena. La scena che tu vivi è una proiezione della tua aggressività o della tua paura. Le emozioni presenti nel tuo inconscio creano la scena e poi tu reagisci alla scena provando coscientemente l’emozione.

Queste erano le parole che soleva dirmi – con dolcezza e fermezza allo stesso tempo – Victoria Ignis in circostanze simili. E proprio quelle parole mi tornarono in mente in quel frangente. Quindi cominciai a disinteressarmi della scena esteriore e mi focalizzai sul mio fastidio interiore, sul mio giudizio verso la maleducazione di certe persone, sulla mancanza di rispetto… e scuse simili che di solito adottavo per giustificare la mia avversione verso qualcuno o qualcosa.

Quando vogliamo giustificare un nostro fastidio ci appelliamo sempre a qualche principio universale (il rispetto, l’amore, l’amicizia…) oppure, al fatto che anche le altre persone presenti provano lo stesso fastidio e, quindi, il problema deve essere oggettivo. Questo è un bellissimo modo per continuare a prendersi in giro e scappare dalla propria responsabilità, rimanendo servi del mondo.

Ma a una osservazione più attenta si può scoprire che di fronte allo stesso evento non tutti reagiscono allo stesso modo (………). Noi non interagiamo mai con un mondo oggettivo, ma con la nostra interpretazione soggettiva del mondo, interpretazione che riguarda il piano intellettuale, emotivo e persino fisico(…).

Stai sull’emozione, sul fastidio, sul dolore…e non cercare giustificazioni mentali.

Mi ripeteva incessantemente Victoria Ignis.

- Ma ci dev’essere qualcos’altro da fare!. La rabbia certe volte è troppo forte! – protestavo io quando venivo portato al limite della sopportazione.

Devi desiderare che la tua sofferenza diventi tua invece di continuare a subirla. Tieni dentro quell’energia consapevolmente. Se lo fai consapevolmente non è repressione. Il segreto per trasformare più in fretta il tuo essere consiste nel restare presente quando soffri e fare di tutto per non scappare dalla sofferenza. Non cercare di resisterle e non tentare d’incolpare un fantomatico “mondo esterno” per la tua condizione di dolore. Cum-prehendi dentro di te il dolore, amalo, accoglilo, aprigli il tuo Cuore, senti cos’ha da dirti. Dal rifiuto non ti verrà mai alcun vantaggio.

Quelli della tua specie tendono a scappare dalla sofferenza, non amano il “sacrificio”, l’eroismo, il coraggio, la dedizione all’ideale, non hanno un sogno a cui consacrarsi, non aspirano a morire per una causa. Quelli della tua specie aspirano alle vacanze, alla pensione, a vivere a lungo senza mettersi troppo nei guai. Non hanno una causa per cui morire …e questa è la condizione più triste per un essere umano.

Non fare niente. Stai sull’emozione e immagina che la persona che hai di fronte sia interamente una tua proiezione. Senti con tutto te stesso che stai volendo quella situazione. Quella persona ti dice e ti fa solo quello che vuoi tu, solo ciò di cui hai bisogno per liberarti, per riscoprire il tuo essere regale. Gli altri sono qui per aiutarti. Tutto l’Universo si è coalizzato per aiutare te a liberarti dall’illusione. Fino a quando non lo vedrai e non lo sentirai da te stesso, devi avere fede in quello che ti dico io
E quel giorno, sul treno, dopo anni di tentativi, finalmente lo vidi…e lo sentii ‘nella mia carne’.

La mia dignità di Portatore della Fiamma prese il sopravvento; mi concentrai, portai tutta la mia attenzione sulla rabbia che stavo provando e mi ripetei mentalmente : “Sono dentro una fottuta trappola emotiva. Il mio fastidio m’impedisce di vedere la realtà dei fatti. Quella persona là fuori esiste solo come proiezione del mio fastidio. Io la sto creando e io la sto manovrando. Io decido il volume della sua voce e le parole che pronuncia. Io sto volendo tutto questo”.

Sentivo le mie vibrazioni alzarsi velocemente. Cominciavo a uscire dalla gabbia psichica in cui mi ero cacciato. A tratti tornava la sensazione che la signora con il cellulare potesse essere indipendente da me e, allora, la rabbia ricuperava energia, ma sapevo che, in quelle circostanze, la forza di volontà era indispensabile, al fine di prendere il sopravvento sulla trappola emotiva e cacciare via ogni pensiero di separazione e dualità. Lei non esisteva là fuori. Cercai di restare concentrato su di me. Dovevo localizzarmi sull’emozione, anziché sulle persone e gli eventi esterni, perché il mio problema si trovava dentro di me. Sapevo bene, grazie agli insegnamenti di Victoria Ignis, che il mio stare male era causato dal mio ‘demone’, non dalla situazione esterna.

Il mio non aveva niente a che fare con un tentativo di rifuggire una realtà insopportabile, utilizzando una tecnica psicologica, ma, al contrario, era lo sforzo magico di qualcuno che voleva accedere alla realtà oltre l’illusione, alla conoscenza diretta del mondo che si trova al di là di maya, quel mondo fatato che, talvolta, Victoria Ignis chiamava il Regno del Vero o ‘il Regno dei Cieli’.

E, a un certo punto….ci riuscii veramente.

Mentre mi osservavo in maniera concentrata…qualcosa accadde. Entrai in uno stato di coscienza diverso, il mio Cuore si aprì e cominciai a piangere.

La gelosia il fastidio, la rabbia, la paura…sono solo trappole emotive. Non fanno parte di te, di ciò che realmente sei. Sono ‘demoni’ che vivono dentro di te e usano la tua energia emotiva per nutrirsi. Il Portatore della Fiamma non s’identifica con i suoi ‘demoni’, ma li usa per risvegliarsi, per aprirsi un varco nelle mura di cinta della prigione psichica. Quando sei in una emozione negativa, trasformala in una porta per entrare nella realtà oltre l’illusione. Resta sveglio, guarda la tua sofferenza dall’esterno, senza farti coinvolgere, come se stesse accadendo a qualcun altro, come se tu fossi uno scienziato che deve studiare le reazioni della sua cavia.

E poi accetta questa sofferenza, accoglila dentro di te…e amala. Se non ami il tuo ‘demone’, questo non potrà mai trasformarsi in un’ angelo’, il Piombo non potrà trasformarsi in Oro, il Veleno non diverrà Farmaco.

Il ‘demone’ è un tuo figlio, lo hai generato tu nel tempo, lo hai cristallizzato dentro di te. Egli vive ormai in maniera permanente nella tua casa. Immagina per un attimo di essere un genitore che caccia fuori di casa un figlio non gradito, perché troppo aggressivo, pauroso o incapace. Forse che questo figlio non busserà all’uscio per essere riammesso e venire riconosciuto ? E, meno verrà ascoltato, più busserà con vigore, fino a quando un giorno abbatterà la porta e irromperà all’interno con tutta la furia di cui è capace.

Non lasciare spazio ai tuoi ’demoni’, ma allo stesso tempo investili di compassione perché sono bambini impauriti che hanno indossato una maschera di mostri. Un bel giorno sarai in grado di operare la trasmutazione : la rabbia diverrà ‘impeto guerriero’, la gelosia diverrà amore incondizionato…ogni emozione ‘negativa’ si trasformerà in un’ emozione superiore intrisa d’amore.

Fuori dalla prigione psichica, nel Regno dei Cieli. c’è uno stato d’innamoramento illimitato, di benessere, di fiducia della perfezione di tutto ciò che accade…E’ un mondo che attende solo te, con pazienza, da milioni di anni, per stringerti nel suo caldo, tenero abbraccio.

Ricordo ancora oggi l’amore sconfinato con cui Victoria Ignis pronunciò quelle parole. Il suo volto emanava una Carità capace di abbracciare l’umanità intera. Non sembrava nemmeno lei…si era letteralmente trasfigurata…qualcosa mi parlava attraverso il suo corpo di carne.

Quello stesso amore era salito sul mio treno quella mattina.

Descrivere in modo chiaro quello che sentii in quel frangente utilizzando il solo linguaggio umano non è per me possibile. Per darvi un’idea del mondo che improvvisamente si aprì alla mia vista dovrei chiedere aiuto alla penna di un umorista venusiano sotto l’effetto dell’oppio. Dovrei prendere a prestito gli ultrasuoni emessi dai delfini, il canto d’amore di qualche uccello raro, alcune vibrazioni prodotte dal vento quando passa attraverso le tele dei ragni, lo sguardo sfuggente della balena un istante prima dell’immersione, il frastuono assordante di un seme che germoglia.

La mia conoscenza delle cose stava bypassando la mente razionale come se questa fosse un vecchio asino ormai inadatto a fare il suo dovere e in attesa di essere abbattuto.

Grazie alla mia ferma Volontà trovai il coraggio di tuffarmi nel Cuore… e mi spalancai a una nuova dimensione della conoscenza. Come potrei quindi descrivere il sublime ? Il sublime ti afferra la mente, la domina, la zittisce e poi la scioglie col suo calore. Gli effetti del sublime sono permanenti, quelli della ragione no.

Vidi nella maniera più ovvia del mondo che quella donna seduta di fronte a me era dentro di me… e io la amavo, o meglio, ero l’amore stesso che univa me e lei. Si verificò in me una deflagrazione che non avrei mai creduto potesse avvenire in un corpo umano senza causare il fulmineo cedimento del suo sistema nervoso. Sono certo che, a causa dell’esplosione d’amore avvenuta quella mattina su quel treno, alcuni angeli del Cielo diventarono più splendenti e passarono alla gerarchia superiore; su Sirio centinaia di anime furono contemporaneamente attraversate da centinaia di nuove intuizioni artistiche; Venere modificò leggermente la sua rotta e sulla terra – lo posso giurare sulla salvezza della mia stessa anima – migliaia di bambini africani non avvertirono la fame.

Finalmente liberato dai macigni del giudizio e del fastidio, avvertivo il mio essere come fresco e leggero. Lo sguardo attraverso cui osservavo la realtà si era rischiarato. Quando affermo che vidi una realtà differente – e ciò sia chiaro fin da subito – non intendo certo dire che mi limitai a cambiare la mia opinione su quella persona a livello intellettuale, bensì che tali nuove visioni si presentarono di fronte a me come verità interiori indubitabili. Non pensavo, ma vedevo, ma sentivo e toccavo attraverso nuovi sensi interiori : i sensi dell’anima.

Un fuoco incontenibile usciva dal centro del mio petto. Percepivo in me una forza e una potenza smisurate, mentre la mia coscienza galleggiava placida in una tiepida beatitudine. Ero infiammato d’amore…segno sicuro che stavo osservando la realtà oltre l’illusione. Ero vivo ed ero temporaneamente libero dall’allucinazione psichica. Uno squarcio di realtà era lì di fronte a me nella sua meravigliosa impensabilità. Diedi uno sguardo intorno a me e le cose emanavano dall’interno luci intense e calde allo stesso tempo, tutto l’ambiente era pervaso da colori mai visti prima che non potrei descrivervi…e il solo provarci sarebbe un sacrilegio nei riguardi della Bellezza. Concentrai istintivamente il mio ascolto, come se adesso fosse ovvio per me fare così e mi accorsi che dalle persone provenivano delle note . Parlavano una lingua fatta di musica che fuoriusciva dai loro corpi invadendo lo spazio. Ogni essere umano suonava una nota diversa, indipendentemente dal fatto che parlasse o meno, che si muovesse o stesse fermo.

La dimensione sovrarazionale era venuta a farmi visita, mi impregnava e si espandeva dal mio interno. Qualcosa in me si era rotto e la commozione diveniva insostenibile : cominciai a piangere singhiozzando come un bambino. Percepii finalmente la pochezza delle emozioni che avevo provato fino a quel momento della mia vita. Mi vergognai di aver chiamato amore certi sentimenti la cui meschinità mi era adesso evidente. Le lacrime che scivolavano lungo le mie guance andavano a picchiare sulle pagine del libro aperto sulle mie ginocchia e ogni goccia emetteva una vibrazione che risuonava in tutto il mio corpo scuotendolo sottilmente, un massaggio impalpabile scorreva lungo tutto il mio essere, lo stimolava, lo rinforzava…e in tal modo lo stava guarendo da mali vecchi di millenni.

Di Chiara Lagrange

video. Link: http://www.youtube.com/watch?v=9c63rDOlknU

Namasthe ♥ Tita T. Tambolini

Eckhart Tolle – Il potere di adesso

 
Un libro scritto da un vero “illuminato”.

Fu scritto da Eckhart Tolle nel 1997, il quale divenne una ricercata guida spirituale dopo aver vissuto a 29 anni, un evento che lo trasformò profondamente. Egli è un “ricercatore spirituale” canadese, perciò un occidentale, che trasmette ciò che ha compreso ad altri occidentali e quindi riesce a farsi capire da noi occidentali molto bene. Tolle è uno di noi, formatosi all’interno della cultura che noi condividiamo e che è riuscito a raggiungere la cosiddetta illuminazione, arrivandoci attraverso una via occidentale, cosa che rende ciò che cerca di comunicarci estremamente significativo per noi occidentali, spesso considerati ricercatori spirituali di serie “b”.

Questo è un testo che più che leggere e comprendere bisogna “sentire”. Percepirne la forza vitale di cui è impregnato.

Eckhart Tolle scrive in maniera semplice ed immediata, su un argomento piuttosto arduo da trasmettere a parole, tuttavia i concetti che lui tratta devono far parte di noi per poter essere compresi. La sua è una vera e propria guida all’illuminazione, anche se sappiamo bene tutti che nessuno può essere accompagnato verso l’illuminazione da altri. Questo sì è un percorso assolutamente individuale e personalissimo.
Il libro potrebbe anche apparire a qualcuno in certi passi nebuloso e poco pratico, anche se per tutti non può che essere apprezzato come un testo profondo e carico di elementi su cui meditare.
Noi l’abbiamo letto (meglio dire divorato?) …per poi tornarci sopra a più riprese in momenti diversi e ne abbiamo ricavato moltissimi spunti di riflessione profonda. Non ne siamo usciti illuminati questo no, ma spiritualmente molto arricchiti questo sicuramente sì!

“L’autentico potere umano si trova arrendendosi al potere di adesso”.

Il punto fondamentale della ricerca è che passato e futuro non esistono, esiste solo un unico e infinito momento presente (l’eternità), all’interno del quale tutti siamo connessi nell’unità del Tutto. Il nostro intento dovrebbe essere quello di essere presenti qui ed ora, e non legati al passato che non è più o proiettati nel futuro che non è ancora. L’adesso è l’unico spazio temporale vero, l’unico tratto di esistenza in cui si possa agire.

Il rapporto fra la mente e il momento presente, quindi è anche l’elemento portante di tutta la dissertazione.
La nostra mente è in grado di seguire elucubrazioni complicatissime basandosi su una serie enorme di dati archiviati nella memoria che derivano dalle nostre percezioni fisiche ed emotive. I nostri sensi ci propongono un’analisi materiale del presente mentre l’archivio mnemonico l’associa alla sintesi degli avvenimenti del nostro passato mettendo il tutto automaticamente in relazione. Attraverso questi meccanismi noi ci costruiamo un immagine di noi stessi con la quale ci identifichiamo. L’“ego” che ci condiziona nelle scelte e nelle attività che compiamo nel momento presente, che diventano una sorta di compromesso tra esperienze passate e aspettative future, mediato dalla identificazione che abbiamo di noi stessi.


L’immagine che ci siamo costruiti di noi stessi quindi e soprattutto quello che vorremmo essere, il controllo sulle esperienze passate proiettate sul futuro che vorremmo realizzare, determinano le nostre scelte, da cui derivano poi le azioni che compiamo ora! Le sensazioni che proviamo Ora, quelle che identificano il momento presente. normalmente sono quelle che hanno il minor influsso sulle scelte che direzionano la nostra vita.

Questo anche se essere felici presuppone la totale accettazione del presente, quindi non sfuggirlo, ma percepirlo e parteciparlo completamente. Quante dottrine e filosofie ancestrali si basano sull’importanza fondamentale di vivere il presente e contemplare Dio Ora?
Vivere il presente, e accettarlo completamente, vuol dire mettere in primo piano se stessi , i propri sensi e la nostra vera essenza.

Nell’adesso abbiamo un potere immenso. ….Una grande verità che tuttavia si può comprendere appieno solo attraverso la pratica. Una pratica che può facilmente essere sperimentata con successo da tutti a patto di averne l’intenzione sincera.
Tolle ci fornisce una serie di efficienti indicazioni e una quantità di “chiavi d’accesso” veramente utili… il resto sta a noi.
L’esperienza non può essere trasmessa completamente, ma lui riesce a fornirci una quantità di utili strumenti per trovare da soli la nostra personale via. Unica e assolutamente individuale.

Nell’ Adesso i problemi semplicemente non sono. Solo noi siamo, la nostra vita è qui ed ora. Punto!
Compreso questo il nostro vero sè salirà a galla senza difficoltà, completo e perfetto come Tutto è… Adesso!

“Voi siete qui per consentire al divino scopo dell’universo di manifestarsi. Ecco quanto siete importanti!”

Questo è un libro che ci fa comprendere davvero il senso del miracolo della vita.
Ancora una volta leggiamo un testo (ma pare che Josaya vada in cerca solo di autori che ragionano e scrivono in questa direzione) che non ha nulla a che vedere con la religione, i dogmi o le dottrine canoniche. Eckhart Toll non si considera legato ad alcuna tradizione o religione ma contemporaneamente non esclude nessun sentiero.

Insegna a vivere il “qui e ora” ed a sentirsi in unione con tutto ciò che esiste.”
E’ esperienza di vita trasmessa, che abbraccia tutte le tradizioni senza contraddirle ne avallarle, ne accettarne le influenze e le imposizioni. La teoria ampia ed articolata del potere del Qui ed Ora è patrimonio comune di filosofie e religioni tra le più diverse e più lontane temporalmente e spazialmente.

Un grande messaggio da parte di una grande anima; questo è fuori discussione!

Josaya







abbracciami......ti prego!

Di Angelo Mammetti

Un dolce coccolo per l'anima!

martedì 28 settembre 2010

Abbraccia la vita !!!

Magica Sicilia con Fabio Marchesi

Magica Sicilia con Fabio Marchesi

Siamo ancora in fibrillazione per la fantastica settimana esperienziale con Fabio Marchesi. Carichi, motivati e anche “trasformati” come persone e come coppia. Ci aspettavamo molto ma…abbiamo ricevuto moltissimo! Fabio Marchesi è uno splendente Gigante generoso, instancabile nella passione con cui comunica la sua conoscenza e le informazioni che, arrivando da un individuo ex razionale, come spesso egli si definisce, hanno un valore ancora più viscerale e coinvolgente. L’essere nato con una visione pragmatica, scegliendo di laurearsi in ingegneria e aver traghettato coraggiosamente e inevitabilmente visto i riscontri nel visibile e nell’invisibile, nella parte possibilista e spirituale della fisica quantica lo rende ancora più autorevole e prezioso.
Difficile focalizzare come merita questo meraviglioso spazio che abbiamo potuto vivere in Sicilia, compagni di un gruppo (40 persone) di eccezionale valore umano in un tempo completamente dedicato alla sintonizzazione dei nostri cuori con il Tutto.
Ogni mattina la sveglia (con puro piacere) alle 6,30 per veder sorgere il sole in una piccola valle di dune dorate sulla spiaggia di Baia Samuele, la musica che Fabio ci aveva preparato come dono in deliziosi MP3 (250 pezzi di musica scelta ed emozionante divisa in tre cartelle “Divenire nella Gioia”, “Il Sole in Me” e “La Luna in Me” che tutti ascoltavamo con.....
 

lunedì 27 settembre 2010

PADRONI DEL DESTINO - James Allen


"Un uomo è letteralmente ciò che pensa, essendo la sua personalità la somma dei suoi pensieri".

Queste le parole con cui il pensatore e poeta inglese James Allen, capostipite della corrente del Nuovo Pensiero, rivela il modo in cui i nostri pensieri determinano il nostro destino e mostra come la mente, se ben indirizzata, possa influenzare positivamente sia l'ambiente in cui viviamo sia il comportamento delle persone che ci circondano.

Secondo l'autore, una vita ricca di amore e di successo non è il risultato di una cieca necessità o di un insieme di casualità, ma il frutto di uno sforzo costante capace, attraverso un corretto controllo dei pensieri, di metterci in sintonia con le potenze dell'universo, avvicinandoci alla perfezione divina.


PADRONI DEL DESTINO

I segreti del più grande motivatore di tutti i tempi

Anteprima - 190 pag. - Settembre 2010

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Questo volume raccoglie due testi classici di James Allen: Sei Come pensi di Essere (BIS Edizioni) e, inedito in Italia, From Poverty to Power.

James Allen è uno scrittore misterioso. Nonostante i suoi libri siano stati di ispirazione e siano stati letti da milioni di persone, ancora oggi questo autore rimane poco conosciuto e di lui sono noti a malapena pochi dettagli della vita, ricavati dai suoi scritti. Chi era quest’uomo che ha creduto così fortemente nel potere del pensiero di portare fama, ricchezza e fortuna? La verità è che Allen fu un geniale scrittore, un genio che non ricevette in vita la ricompensa di fama e fortuna che meritava. Allen scrisse diciannove libri, un tesoro di pensieri e riflessioni che hanno ispirato e arricchito l’umanità dei suoi tempi e le generazioni successive.
INDICE

Prefazione, di Robin Sharma

QUEL CHE UN UOMO PENSA (1903)

Prefazione

Pensiero e personalità

Effetto del pensiero sulle circostanze

Effetto del pensiero su salute e corpo

Pensiero e intenzione

Il fattore pensiero e il conseguimento dei propri obiettivi

Visioni e ideali

Serenità

DALLA POVERTÀ AL POTERE (1901)

Prefazione


Parte prima. 
Il percorso della prosperità

La lezione del male

Il mondo come riflesso degli stati mentali

 La via d’uscita dalle condizioni sgradevoli

 Il silenzioso potere del pensiero: controllare e indirizzare le proprie forze

Il segreto della salute, del successo e del potere

Il segreto della piena felicità

Il raggiungimento della prosperità


Parte seconda. 
La via della pace

Il potere della meditazione

I due padroni: l’io e la Verità

L’acquisizione del potere spirituale

La realizzazione dell’amore incondizionato

Accedere all’infinito

Santi, saggi e salvatori: la legge del servizio

La realizzazione della pace perfetta


Con una semplicità straordinaria, James Allen ci insegna come esprimere il meglio di noi stessi


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Gestire la sofferenza



Sono contrario al concetto astratto di "pensiero positivo", credo che il vero pensiero positivo possa essere solo la naturale conseguenza di una maggiore consapevolezza che va conquistata. Dire a una persona che soffre che la sua sofferenza è causata solo dal suo atteggiamento mentale o che le ragioni stesse alle quali lei attribuisce la sua sofferenza non sono altro che l'effetto del suo atteggiamento mentale, può solo farla arrabbiare ancor più di quanto sia già. Anche perchè se lo avesse saputo e ne fosse stata consapevole, probabilmente non starebbe soffrendo. Anche dire a chi soffre che la sofferenza è dovuta solo ad un errore di interpretazione della realtà non è, per lo stesso motivo, di grande aiuto.
Tutto ciò è assolutamente normale, è il modo normale in cui la mente di chi soffre interpreta e reagisce alla raltà che vive e nei riguardi della quale non riesce ad avere una consapevolezza più ampia se non quella del proprio dolore, della ricerca di una causa e quindi di una soluzione ad esso.
Ma è proprio in queste circostanze che si crea la possibilità di produrre informazioni costruttive estrememente importanti. E' proprio in queste circostanze che s crea la possibilità, anche per il campo mentale, di sperimentare come tutto ciò che si vive, come lo si vive, non è altro che l'effetto del proprio modo di porsi nei riguardi della vita. E' proprio in tali circostanze che si crea la possibilità per il proprio essere di divenire migliore, per la propria Anima di evolvere. Cambiare atteggiamento in tali circostanze richiede un grande coraggio, richiede la forza di non avere più paura. Ogni volta che qualcuno fa una cosa qualsiasi a lui nuova, alla quale non è abituato e fuori dai propri schemi mentali, deve dimostrare un grande coraggio (resistenza dello stato di comfort n.d.r.).
Ma se riesce a farlo, iniziando a pensare in modo costruttivo, può conquistare un istnte di serenità, un momento di pace; qualsiasi cosa sia accaduta o stia accadendo, diviene capace, nonostante la mente, di scelte costruttive e di "miracoli". Si scopre come quella che poteva sembrare una cosa difficilissima o impossibile, è in realtà (quando si riesce a sentire e a seguire la propria Anima anzichè cadere continuamente nelle trappole della mente) la cosa più naturale giusta e spontanea. 
Tanto vale "rimboccarsi le maniche" e partire senza più timore, anche perchè quale che sia l'impegno dell'esperienza che ti trovi ad affrontare, se ti è accaduta è perchè è alla tua portata. Questa è una regola fondamentale dell'evoluzione dell'uomo. Ma se soffri, la fatica che dovrai fare sarà enormemente superiore e ti potrà apparire insopportabile.

Un'apprendista aquila che ambisce a volare molto in alto, impara a decollare andando contro vento. Sono solo i polli che per sollevarsi un poco da terra stanno fermi ad aspettare un colpo di vento.




sabato 25 settembre 2010

Aspettando il principe azzurro...

Illuminazione terrestre


Gli esseri umani che all’interno della storia hanno raggiunto l’illuminazione rappresentano una vera contraddizione in termini: quella di essere una cosa sola con il Tutto al di fuori della creazione e allo stesso tempo delle persone in carne ed ossa soggette alle dinamiche del piano materiale. Per riuscire a sciogliere questa apparente contraddizione si deve dapprima considerare quello che è il vero significato della cosiddetta “illuminazione” e quindi riconoscerla nella capacità dell’individuo di stabilirsi saldamente nella convinzione autentica e originale che caratterizza la sua coscienza e quindi nel sentirsi costantemente identificato con il Tutto. Quello che deve essere compreso a questo proposito è che nel momento in cui riusciamo ad acquisire questo genere di identificazione con il tutto viene meno qualsiasi tipo di resistenza nei confronti di tutto quello che ci accade esternamente ed internamente. La ragione dipende dal fatto che sentendoci una cosa sola con il Tutto vedremo scomparire ogni differenza nel preciso senso che non riconoscendoci più in alcun punto di vista parziale comprenderemo in modo del tutto naturale come il fuori sia uguale al dentro e niente deve essere perseguito, come niente deve essere evitato perché tutto è e sarà sempre nell’unico modo in cui è giusto che sia.
Alla luce di queste considerazioni risulta evidente come qualsiasi persona una volta raggiunto lo stato di illuminazione non potrà più in alcun modo partecipare emotivamente alle azioni che pure sarà “costretta” a compiere per sopravvivere all’interno del campo materiale.
In questi termini se adoperiamo una concezione di Karma che ricalca il principio di azione e reazione a cui sono soggetti i moti dei corpi materiali e quindi consideriamo che ogni nostra azione pesi in misura della nostra spinta a realizzarla, un illuminato si troverà a compiere azioni prive di qualsiasi peso e pertanto in un senso molto concreto ad agire senza reagire. D’altro canto nella completa identificazione con il Tutto, un illuminato svilupperà una perfetta equanimità nei confronti di ogni possibile sorte e quindi privo di qualsiasi tipo di predisposizione ad imbattersi in una specifica situazione piuttosto che in un’altra. Sarà quindi anche in grado di sfuggire al Karma eventualmente proveniente dal suo passato. In definitiva le dinamiche che caratterizzano una persona illuminata all’interno del campo materiale risultano completamente sganciate da quella contrapposizione degli opposti che governa la natura e in questo senso possiamo correttamente affermare di trovarci di fronte ad un individuo che pur partecipando al mondo può esserne ritenuto estraneo.

«voi siete nel mondo, ma non siete del mondo»

tratto da:

DONNE AL VOLANTE....DA RIDERE DA PAZZI...FUORI DI TESTA..AAHAHA

giovedì 23 settembre 2010

l'anima

L'anima attrae

ciò che segretamente porta già in sè

ciò che ama come ciò che teme.

raggiunge la cima

delle proprie aspirazioni, 

cade al livello, 

dei propri desideri peggiori

 e le circostanze sono i mezzi

attraverso i quali

si riceve ciò che si è.

James Allen


Sei come pensi di essere
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mercoledì 22 settembre 2010

Quanto

Quanto è debilitante la concezione che contrappone bene a male

Quanto Samantabhadra, il Sempre Perfetto, è al di là del bene e del male!

Quanto siamo pietosi quando ci attacchiamo al puro e all'impuro!

Confessiamo questa trasgressione nella sfera della realtà che è libera dalla dualità di bene e di male!

Quanto è sbagliata la concezione che considera grandi i buddha e piccoli gli esseri senzienti

Quanto nello stato dell'identità, non c'è nulla che sia grande o piccolo!

Quanto ci siamo illusi attaccandoci alla dicotomia di grande e di piccolo.

Confessiamo questa trasgressione nella sfera della suprema beatitudine, che è identità!

Quanto debilitante è la concezione che contrappone questa vita alla prossima.

Quanto la mente dell'illuminazione è libera da nascita e da morte.

Quanto ci siamo illusi attaccandoci alla dicotomia di nascita e morte!

Confessiamo questa trasgressione nella sfera immortale e immutabile.

Quanto debilitante è la concezione che contrappone causa ed effetto

Quanto la saggezza originaria naturalmente presente sorge senza sforzi.

Quanto ci siamo illusi attaccandoci alla dicotomia di sforzo e di risultato!
 
Confessiamo questa trasgressione nella sfera naturalmente presente, che nasce senza sforzo.

Quanto debilitante è la concezione che contrappone fuori a dentro

Quanto il celeste palazzo è libero da dimensioni esterne ed interne.

Quanto ci siamo illusi attaccandoci alla dicotomia di spazio e di confine! 

Confessiamo questa trasgressione nella sfera del palazzo celeste che è libero dalla dualità di spazio e di confine, di interno ed esterno.

Perchè non è sorta in noi la saggezza originaria, che è intrinseca consapevolezza

Quanto pietosa è questa mente oscurata dall'ignoranza.

che scambia fenomeni immateriali per sostanze materiali!

Confessiamo questa trasgressione nella sfera della naturale saggezza originaria.

Poichè non siamo riusciti a comprendere la verità dell'identità  con vera equanimità

Ci siamo erroneamnete attaccati alla permanenza di parenti e amici.

Quanto è del tutto erronea la mente della gente ignorante come noi.

Confessiamo questa trasgressione nella sfera della suprema beatitudine, che è identità.



martedì 21 settembre 2010

Cambia il tuo sguardo!

“ COCKTAIL DI GIOIA INFINITA “

La coccinella che tutti bramavano
si è posata sul mio avambraccio.
Le porgevo i miei occhi avvicinandoli,
mentre ad allontanarsi erano gli spettri degli affanni.
Un solo lampo d‟oblio: 
sufficiente a gettare 
la bisaccia dei taglienti ricordi 
nel tritarifiuti.
Ho cercato invano l‟interruttore dei pensieri
che non dan tregua;
stanco di fare lo slalom attraverso la vita.
Dalla cannuccia dei tuoi giorni,
ho assaporato
un cocktail di vita selvatica ed inebriante:
un terzo di allegria,
uno di speranze
ed un ultimo di coraggio...
...Il tutto miscelato
da una dolcezza così canaglia,
da mandarti k.o. al primo sorso.
Ora resto così:
in attesa di euforica meraviglia.
Son desto,
eppure sogno
l‟evasione dal mio corpo,
di un‟incontenibile e schiumante 
gioia infinita. 



FUORI  DALLO  STORMO

( Poesie e racconti dai bivi dell’esistenza )
 Di
Alessandro De Vecchi 
 
 

La Fede

 
La legge della vita è la legge della fede. Voi in che cosa credete? Credere significa accettare qualcosa come vero e  vivere secondo tale verità. Dovremmo vivere nella gioiosa aspettativa del meglio. Dovremmo credere nella bontà, nella guida, nell'armonia e nella potenza guaritrice del Tutto, che ci rende integri, puri rilassati e perfetti. Se temete la malttia la ttirate. La legge dell'Universo è perfetta. Non potete pensare ad una cosa e ottenerne un'altra, Un problema di qualsiasi tipo è il sistema d'allarme della natura che ci dice che stiamo pensando in modo scorretto. Solo un cambiamento nel modo di pensare può renderci liberi.
Esiste una legge di causa ed effetto che è sempre in azione. Niente succede a qualcuno senza il suo consenso e partecipazione mentali.
La sfortuna, gli incidenti e le tragedie di vario tipo sono segni di disturbi "mentali" ed emotivi che hanno interferito con la nostra manifestazione. Dobbiamo abituare la nostra mente a pensare in modo diverso, a rivolgersi nuovamente al Tutto e allineare i pensieri e l'immaginario mentale con la vita Infinita, l'amore, la verità e la bellezza dell'Universo. Ecco allora che diventiamo canali del divino.

Acquietate la vostra mente diverse volte al giorno e affermate in tono lento, calmo e amorevole:
" Il Tutto scorre attraverso di me sottoforma di armonia, salute, pace, gioia, interezza e perfezione. L'Universo parla e cammina in me. L'incantesimo del Tutto mi circonda costantemente. Ovunque vado  la saggezza del Tutto mi guida in tutti i miei passi. La rettitudine Divina prevale. Tutti i miei passi sono passi di piacere e i miei sentieri sono pieni di pace. L'Amore del Tutto mi circonda, mi cinge e mi avvolge. Sono circondato dal cerchio sacro dell'Amore eterno di Dio e la sua armatura intera mi protegge."

Tratto da "Vinci la paura con la tua mente inconscia" di  Joseph Murphy

Ottimo strumento per addomesticare il sub conscio: Affermazioni Positive... Coming Soon

lunedì 20 settembre 2010

"TUTTO QUELLO CHE ACCADE, ACCADE PER UNA RAGIONE"

13 SPUNTI PER LA VITA

1 -Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te. 

2 -Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti farà piangere. 

3 -Il fatto che una persona non ti ami come tu vorresti non vuol dire che non ti ami con tutta se stessa. 

4 -Un vero amico è chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore. 

5 -Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno è esserci seduto accanto e sapere che non l’avrai mai. 

6 -Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perché non sai chi potrebbe   innamorarsi del tuo sorriso. 

7 -Forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo. 

8 -Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te. 

9 -Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta, in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia essere grato. 

10-Non piangere perché qualcosa finisce, sorridi perché è accaduta. 

11-Ci sarà sempre chi ti critica, l’unica cosa da fare è continuare ad avere fiducia,  stando attento a chi darai fiducia due volte. 

12-Cambia in una persona migliore e assicurati di sapere bene chi sei prima di conoscere       qualcun’altro e aspettarti che questa persona sappia chi sei. 

13-Non sforzarti tanto, le cose migliori accadono quando meno te le aspetti. 



"TUTTO QUELLO CHE ACCADE, ACCADE PER UNA RAGIONE" 

(GABRIEL GARCÍA MÁRQUEZ) 

Come possiamo dire "Questo è Male!"?


Attenti ai segnali che l'universo vi invia


" ... tu ed io / possiamo aiutare il sole / a sorgere ogni mattina / ed essere insieme agli altri / una piccola luce." (J. Baez)



La talpa, il gatto e l’allodola  discutevano tra di loro  per scoprire la strada attraverso cui
conoscere meglio la vita.
“Io vado alla radice della realtà”, affermò la talpa.
“Io attendo, guardo e mi muovo quando scopro  ciò che mi interessa!”, disse il gatto.
“Io guardo il sole e mi accosto;  poi guardo la terra  e mi ci poso”, spiegò l’allodola.
Udirono un canto gioioso. Era l’usignolo.
“Che fai?”, gli chiesero.
“Io? Sono semplicemente contento d’esser vivo”, rispose.

Se siete svegli siete realmente vivi e potete notare il sole che nasce e dargli una mano a splendere.
Se siete realmente vivi potete essere di aiuto a qualcuno che versa in qualche difficoltà.
Se siete realmente vivi la vostra felicità brillerà come un astro in pieno giorno.
Se siete davvero vivi sapete amare e la gente vi ama senza difficoltà.

Daniele Barbarotto

domenica 19 settembre 2010

La Confessione dei peccati




La Chiesa Cattolica insegna:

   1. che la confessione è un sacramento istituito da Cristo;


   2. che i sacerdoti cattolici sono stati incaricati da Dio di ricevere la confessione dei peccati ed assolvere i peccatori;


   3. che i fedeli devono confessare i loro peccati almeno una volta l'anno.


Storicamente parlando, è stato Papa Innocenzo III che nell'anno 1215, al Concilio Lateranense, IMPOSE L'OBBLIGO della confessione auricolare. Fu poi il Concilio di Trento che ne promulgò il dogma.

Per sanzionare il dogma, vengono citate le stesse parole di Gesù che si trovano in Matteo 16:19, 18:18, che in parallelo con Giovanni 20:23 sono così riportate: "A chi rimetterete i peccati, saranno rimessi, e a chi li riterrete, saranno ritenuti".


QUALE SIGNIFICATO HA QUESTA AFFERMAZIONE DI GESÙ?

Per ben comprendere il significato delle parole di cui sopra, bisogna tenere presenti TRE COSE IMPORTANTI:

   1. Quando Gesù le pronuncia, la Chiesa Cattolica NON ESISTEVA.

   2. Gesù non stava parlando a dei sacerdoti.

   3. Il reale significato dell'affermazione è bene espresso in Luca 24:47 e nel passo parallelo di Giovanni 20:23, dove si dice che nel nome di Cristo "si predicherebbe ravvedimento e remissione dei peccati".

Dunque, la dichiarazione di Gesù SIGNIFICA che quando un cristiano ANNUNZIA il Vangelo della Grazia, "scioglie" le anime dai loro peccati, NON CERTO PER UNA SUA PARTICOLARE PREROGATIVA, ma per la potenza della Parola di Dio predicata ed accettata.

Se però le anime che ascoltano NON ACCETTANO il Vangelo, esse rimangono "legate", vincolate al loro peccato.

In altre parole, Gesù ha voluto dire che il compito dei Suoi seguaci è quello di evangelizzare i propri contemporanei. Compete loro dire ai peccatori ostinati: "Voi siete sulla via della perdizione: se non vi ravvedete, morirete!".

Essi hanno altresì il privilegio di dire a quanti si ravvedono: "Voi avete in Cristo il perdono dei vostri peccati".

E QUESTO è ciò che nel linguaggio biblico significa "RIMETTERE" e "RITENERE" o "LEGARE" e "SCIOGLIERE"!

L'annunzio del perdono dei peccati È SANZIONATO da Dio in una sentenza di grazia o di condanna, a seconda che gli uditori l'accettano o la respingano.

Ciò risulta chiaro dalle parole di Gesù, che ha detto: "Andate per tutto il mondo e predicate l'Evangelo ad ogni creatura. CHI AVRÀ CREDUTO e sarà stato battezzato SARÀ SALVATO; MA CHI NON AVRÀ CREDUTO SARÀ CONDANNATO" (Marco 16:15-16).

Le cose però stanno diversamente. La Parola del Signore dice in maniera inequivocabile:

    "In Lui noi abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati, secondo le ricchezze della sua grazia" (Efes. 1:7);

ed anche:

    "Figlioletti, io vi scrivo perché i vostri peccati vi sono rimessi per il suo nome" (1 Giov. 2:12); "la sua potenza divina ci ha donate tutte le cose che appartengono alla vita e alla pietà mediante la conoscenza di Colui che ci ha chiamati mercé la propria gloria e virtù..." (2 Piet. 1:3).

Noi dunque, mediante la fede in Cristo Gesù, abbiamo il perdono dei nostri peccati, e possiamo esserne certi; abbiamo perciò la certezza che quando moriremo andremo ad abitare con il Signore Gesù nel cielo perché le nostre vesti sono state lavate con il suo prezioso sangue, e non per meriti nostri.

Non è presunzione fare questa affermazione perché il Signore Gesù stesso ha attestato che la remissione dei peccati si ottiene credendo in Lui, quando disse a Saulo: "Ai quali (ai Gentili) io ti mando per aprir loro gli occhi, affinché si convertano dalle tenebre alla luce e dalla potestà di Satana a Dio, e ricevano, per la fede in me, la remissione dei peccati e la loro parte d’eredità fra i santificati" (Atti 26:18). Ed oltre a Gesù lo ha attestato in maniera inequivocabile anche l’apostolo Pietro quando disse a casa di Cornelio: "Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome" (Atti 10:43).

Può l’uomo ricevere il perdono dei peccati mediante il battesimo, o andandosi a confessare, o compiendo delle opere meritorie come invece dice la chiesa cattolica? No. Il battesimo non rimette i peccati (è mediante la fede che lo deve precedere che si ottiene la remissione dei peccati), nessun ministro di chiesa può rimettere i peccati, e nelle opere buone non c’é il potere di purificare la coscienza dell’uomo. L’uomo può ricevere la remissione di tutti i suoi peccati solamente credendo nel nome del Figlio di Dio, come ci è annunciato dal Vangelo.

Vediamo ora ciò che i teologi cattolici, appoggiandosi ai suddetti passi presi dai libri apocrifi e da Luca, dicono a sostegno del potere espiatorio delle opere. In risposta ai passi apocrifi diciamo che la Parola di Dio insegna che non è affatto mediante delle opere di penitenza che la coscienza del credente viene purificata dai peccati ma per grazia, mediante la fede nel sangue di Cristo: "Il sangue di Gesù, suo Figliuolo, ci purifica da ogni peccato" (1 Giov. 1:7, Ebr. 9:13,14).

L'apostolo Pietro lo ha confermato quando parlò all’assemblea di Gerusalemme (Atti 15:9). E ricordatevi che qui egli fece riferimento alla purificazione dei peccati ottenuta per fede anche da Cornelio che faceva molte elemosine al popolo; quindi non furono le elemosine di Cornelio a purificare Cornelio dai suoi peccati ma la grazia di Dio mediante la sua fede nel sacrificio di Gesù (questa è un'ulteriore conferma che i libri apocrifi da cui sono citati quei passi non sono ispirati da Dio perché vanno contro la dottrina del Signore).

In risposta all’interpretazione data alle parole che Gesù, in casa di Simone, rivolse a quella donna che le aveva rigato i piedi con le sue lacrime diciamo questo: non neghiamo che le cose che quella donna fece nei confronti di Gesù furono una manifestazione d’amore verso Gesù, ma è bene tenere presente che le lacrime di quella donna erano lacrime di pentimento, quindi ella si era pentita dei suoi peccati, e si era rivolta con fede a Gesù; e infatti Gesù alla fine le disse: "La tua fede t’ha salvata; vattene in pace" (Luca 7:50). Perciò anche in questo caso il perdono dei peccati è stato ottenuto per essersi ravveduti ed avere creduto in Gesù; cioè mediante la sola fede senza le opere buone.

Perciò, se vi basate sulle opere per ottenere il perdono dei vostri peccati, sappiate che questo non è un insegnamento della Parola del Signore. Accettate invece quello vero annunciato dall'apostolo Pietro: "Di Lui (Gesù) attestano tutti i profeti che chiunque crede in Lui riceve la remissione dei peccati mediante il suo nome" (Atti 10:43).


(adatt. da uno scritto di G. Butindaro)



http://www.chiesadicristofe.org/schede/remissi.html

La morte sarà l'orgasmo supremo

 

Come tutti i libri di Osho anche questa è una raccolta a tema dei suoi discorsi. Ne viene fuoi una visione molto interessante della morte, ma anche della vita. Di seguito uno stralcio che mi ha particolarmente colpito.

"Per me la morte non è la fine della vita, ma il suo estremo crescendo, l'attimo culminante della vita: è l'istante supremo dell'esistenza. Se hai vissuto nel giusto modo, se hai vissuto totalmente, mpmento per momento, se hai bevuto ogni goccia della linfa vitale, la morte sarà l'orgasmo supremo.
L'orgasmo sessuale non è nulla, se paragonato all'orgasmo che la vita ci dona; ma lo dona solo a coloro che conoscono l'arte di vivere totalmente, di essere totali.
La morte vi offre l'Assoluto, avvolto in una felicità orgasmica: il corpo viene lasciato per sempre alle spalle e il tuo essere si fonde nel Tutto: è uno spazio incommensurabile. Se fondersi con una sola persona porta con sè una felicità immensa, prova a pensare: quanta gioia avrai, fondendoti con l'infinito!
Ma non accade a tutti coloro che muoiono, perchè le persone che non hanno vissuto nel giusto modo, non possono morire nel giusto modo:  coloro che hanno vissuto in una profonda inconsapevolezza, moriranno profondamente inconsapevoli. La morte ti portrà solo ciò che hai vissuto per tutta la tua vita: è l'essenza di tutta la tua vita.
Se la tua è stata una vita di consapevolezza, se hai vissuto come "testimone", allora potrai essere testimone anche della morte. Se per tutta la vita sei stato centrato in te stesso, quieto, la morte diventerà, sotto molti punti di vista, l'ultima  sfida: la prova finale. E se riesci a restare centrato, quieto e tranquillo... e se osservi, come un testimone distaccato, allora non morirai una morte inconsapevole: la tua morte ti porterà sulla somma vetta della consapevolezza. E in questo caso, è più che certo, è ovvio che la si deva celebrare.
Quindi ogni volta che uno dei miei sannyasin muore, noi facciamo festa, cantiamo e danziamo... gli offriamo un bellissimo addio."

Osho

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sabato 18 settembre 2010

perle di saggezza

I tuoi pensieri diventano le tue parole


Le tue parole diventano le tue abitudini


Le tue abitudini diventano il tuo carattere


Il tuo carattere diventa il tuo destino


Frank Outlaw





Al fine di modificare la stampa del corpo


dobbiamo imparare a riscrivere


il software della mente


Deepak Chopra





Sia che tu pensi di farcela


Sia che tu pensi di non farcela


Hai comunque ragione


Henry Ford





C’è un solo tipo di successo: quello di fare della propria vita ciò che si desidera
Henry David Thoreau





Non accontentarti dell’orizzonte, cerca l’infinito
Jim Morrison






L’uomo è una creazione del desiderio, non del bisogno
Dalai Lama





Il paradiso è là, dietro quella porta, ma ho perso la chiave. Forse ho solo dimenticato dove l’ho messa
Kahlil Gibran





Non cadere mai non è la gloria più grande. Rialzarsi invece dopo ogni caduta, questa sì è la gloria più grande
Confucio





I debiti che abbiamo nei nostri confronti sono i più difficili da pagare
George Meredith

giovedì 16 settembre 2010

Se apri l’occhio del tuo cuore potrai vedere cose altrimenti invisibili. (Proverbio arabo)




Un uomo cadde in un pozzo da cui non riusciva ad uscire.

Una persona SOGGETTIVA che passava di lì disse: “Mi dispiace per te”.

Una persona OBIETTIVA che passava di lì disse: “Era logico che prima o poi qualcuno ci sarebbe finito dentro”.

Un FARISEO disse: “Solo i cattivi cadono nei pozzi”.

Un MATEMATICO calcolò come aveva fatto a cadere nel pozzo.

Un GIORNALISTA volle la storia in esclusiva.

Un FONDAMENTALISTA disse: “Meriti di essere caduto nel pozzo”.

Un ISPETTORE DELLE TASSE gli chiese se pagava le tasse per il pozzo.

Un OTTIMISTA: “Ti è ancora andata bene, potresti star peggio".

Un PESSIMISTA: “Non poteva andarti peggio".

GESU’, vedendo l’uomo, lo prese per mano e lo tirò fuori dal pozzo.

(Anonimo)

"Quando sei triste, compi un atto d'amore e la tristezza passerà. Se ti senti morire, ama, e la vita pulserà in te." (Carlo Carretto)

"Non appena comprendiamo che il segreto della felicità non sta nel possedere, ma nel donare, diventiamo capaci di donare felicità e di rendere così felici noi stessi." (André Gide)

Finché siamo su questa terra tutti abbiamo bisogno di aiuto reciproco.
Oggi io aiuto te, domani tu aiuterai me. Questa è la Legge dell'Amore!

Quando qualcuno è triste, depresso ecc. ecc. io vado in bestia. E vorrei gridargli a squarciagola: "Imbecille, vuoi sapere perché sei triste? Sei triste perché sei un terribile egoista! Chi compie atti d'amore, chi è compassionevole, chi vede il lato umoristico di qualunque situazione, chi pensa positivo, NON PUO' ESSERE TRISTE, non ne ha neppure il tempo! Per essere felici bisogna donare agli altri il meglio di noi stessi e focalizzare la nostra attenzione sulle bellezze dell'universo! Regala un sorriso, offri una pacca alle spalle di chi sta peggio di te, elargisci un pizzico di gioia e otterrai tanta felicità da scoppiare!!!"

Un abbraccio lucente di gioia a tutti !!

Daniele Barbarotto