lunedì 27 settembre 2010

Gestire la sofferenza



Sono contrario al concetto astratto di "pensiero positivo", credo che il vero pensiero positivo possa essere solo la naturale conseguenza di una maggiore consapevolezza che va conquistata. Dire a una persona che soffre che la sua sofferenza è causata solo dal suo atteggiamento mentale o che le ragioni stesse alle quali lei attribuisce la sua sofferenza non sono altro che l'effetto del suo atteggiamento mentale, può solo farla arrabbiare ancor più di quanto sia già. Anche perchè se lo avesse saputo e ne fosse stata consapevole, probabilmente non starebbe soffrendo. Anche dire a chi soffre che la sofferenza è dovuta solo ad un errore di interpretazione della realtà non è, per lo stesso motivo, di grande aiuto.
Tutto ciò è assolutamente normale, è il modo normale in cui la mente di chi soffre interpreta e reagisce alla raltà che vive e nei riguardi della quale non riesce ad avere una consapevolezza più ampia se non quella del proprio dolore, della ricerca di una causa e quindi di una soluzione ad esso.
Ma è proprio in queste circostanze che si crea la possibilità di produrre informazioni costruttive estrememente importanti. E' proprio in queste circostanze che s crea la possibilità, anche per il campo mentale, di sperimentare come tutto ciò che si vive, come lo si vive, non è altro che l'effetto del proprio modo di porsi nei riguardi della vita. E' proprio in tali circostanze che si crea la possibilità per il proprio essere di divenire migliore, per la propria Anima di evolvere. Cambiare atteggiamento in tali circostanze richiede un grande coraggio, richiede la forza di non avere più paura. Ogni volta che qualcuno fa una cosa qualsiasi a lui nuova, alla quale non è abituato e fuori dai propri schemi mentali, deve dimostrare un grande coraggio (resistenza dello stato di comfort n.d.r.).
Ma se riesce a farlo, iniziando a pensare in modo costruttivo, può conquistare un istnte di serenità, un momento di pace; qualsiasi cosa sia accaduta o stia accadendo, diviene capace, nonostante la mente, di scelte costruttive e di "miracoli". Si scopre come quella che poteva sembrare una cosa difficilissima o impossibile, è in realtà (quando si riesce a sentire e a seguire la propria Anima anzichè cadere continuamente nelle trappole della mente) la cosa più naturale giusta e spontanea. 
Tanto vale "rimboccarsi le maniche" e partire senza più timore, anche perchè quale che sia l'impegno dell'esperienza che ti trovi ad affrontare, se ti è accaduta è perchè è alla tua portata. Questa è una regola fondamentale dell'evoluzione dell'uomo. Ma se soffri, la fatica che dovrai fare sarà enormemente superiore e ti potrà apparire insopportabile.

Un'apprendista aquila che ambisce a volare molto in alto, impara a decollare andando contro vento. Sono solo i polli che per sollevarsi un poco da terra stanno fermi ad aspettare un colpo di vento.




13 commenti:

  1. Grazie. Davvero interessante. E' un bel po' che aspettavo questa svolta da parte di chi si occupa di crescita personale. Personalmente ci sono già arrivata da un po', ma mi sembrava una posizione "di nicchia". Vedere che altri la pensano come me mi riempie di gioia e forza

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  2. e' vero...quando il vento soffia a favore, è facile sorridere. ma se sorridi anche davanti alle avversità, scopri che sei più forte di quanto tu non sappia di essere, affiorano le tue enormi potenzialità... e spesso scopri che sotto la superficie in tempesta, esiste uno stato di quiete...Qualsiasi cambiqamento, allora, ci sembrerà solo quello che è, un'opportunità, perchè il benessere è comunque dentro di noi, dunque, ci accompagnerà sempre.

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  3. personalmente come tanti ho sofferto molto nella vita tanto che associo l'inferno alle avversità che mi sono capitate e al purgatorio quel guardare dentro me stessa in modo così profondo e così serio dove senza dubbio la mia anima aveva la possibilità di evolversi ed elevarsi,di purificarsi ed infine associo il paradiso a quel passaggio dal dolore-morte alla vita in un altra dimensione,cioè è vero che quando si superano i dolori e li si è compresi e digeriti evitando odio,vendetta e rancore ecco la nuova dimensione caratterizzata dalla crescita interiore e da una visione della vita molto più profonda..sono convinta che la sofferenza non è una condizione mentale ma qualcosa che dobbiamo imparare e assimilare,una lezione di vita insomma,per cui ben vengano le sofferenze se queste ci fanno essere migliori,bando alle superficialità che ci creano un vuoto dentro e tanta tanta infelicità.

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  4. per ora sono ancora una foglia trasportata dal vento......... condivido queste parole ma sto ancora cercando il coraggio...... buon lavoro ;)

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  5. Come sempre devo complimentarvi per questa bella pagina, la chiarezza dell'espressione e del concetto, non può far altro che bene, a chi ha ancora confusione nel proprio percorso. Anche la sofferenza va analizzata e non sempre ha lo stesso spessore, scindere il tutto aiuta a comprendere meglio i propri blocchi.
    Buon lavoro a voi e a tutti...

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  6. Leggo e esprimo la mia approvazione e aggiungo.
    Il pensiero positivo DEVE essere "legato" alla consapevolezza soprattutto nel pensare che chi ha una malattia grave(soprattutto) può essere malato di conseguenza a blocchi di vite precedenti.
    Ovviamente il pensiero positivo non basta e per poter elaborare il blocco bisogna essere consapevoli e forti per poter guarire,ma è tutt'altro che facile soprattutto i malattia.
    Non approvo chi dice ad un malato che "basta" il pensiero positivo, a mio avviso bisogna valutare, ma è molto probabile che abbia bisogno più di un aiuto energetico e spirituale che di una "morale".
    Mi sono sentito di esprimere questo mio pensiero.
    :O)
    Alexander
    Namastè

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  7. Zeinab W Youssef27 settembre 2010 18:57

    colpevolizzare peggiora le cose, penso che l'unico sostegno possibile e portare la persona a focalizzare cose positive e sentirsi bene, ridere, distrarsi da pensieri negativi e emozioni brutte... un pò la terapia di Patch Adams...

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  8. colpevolizzare è deleterio, responsabilizzare è fondamentale! smack

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  9. le cose da dire in merito sarebbero davvero tante.
    Per ora dico Grazie e ...finalmente...qualcuno con cui parlare...

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  10. non capisco, chi mi spiega? Mi sembrano parole belle ma...teoria. Praticamente come si applicano? Come si agisce? Se si soffre per la morte di una persona cara, come si mette in pratica tutto ciò? Come si fa a cambiare atteggiamento e pensare in modo costruttivo? per favore, che qualcuno me lo spieghi...

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  11. io do un valore positivo alla sofferenza, quando si ha intrapreso una direzione giusta, la sofferenza diventa allora materia di lavoro spirituale da cui non può che nascere qualcosa di buono.

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  12. ...innanzi tutto bisognerebbe smettere di vivere la morte come una disgrazia...

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  13. è verissimo!va accolto... il dolore...nn giustifikato...spiegato..ma accettato....piano piano ke vuol dire elaborarlo....e lasciarlo andare...dissolversi nel nulla....lasciando sl la cikatrice ke ci rammenti ke abbiamo lottato x noi!!;-) ben detto gio pop!;-) pensiero positivo???negativo, socio!hehehehhe kiss isa

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