mercoledì 29 settembre 2010

Stai nell'emozione

dallo Studio Olistico Namasthe.

( Tratto da ALCHIMIA CONTEMPORANEA di Salvatore Brizzi)  di Chiara Lagrange

Il treno fu anche teatro della mia iniziazione. Una mattina mi trovavo in viaggio fra Torino e Milano , questa volta Victoria Ignis non era con me o, almeno, non lo era fisicamente, ma su un piano più elevato quella donna si trovava ormai dentro di me in maniera costante. Ero immerso nella lettura di un libro quando il cellulare della signora seduta di fronte a me squillò e lei rispose. Iniziò a parlare a voce alta dei suoi affari, delle difficoltà familiari, dei problemi di salute…senza curarsi minimamente di chi le stava intorno. Era insopportabile : la sua voce diveniva ogni minuto sempre più irritante e mi impediva di concentrarmi sulla lettura. Proprio quando ero sul punto di sbottare e invitarla a inserire quel cellulare in uno dei suoi orifizi più intimi…si attivò spontaneamente l’osservatore dentro di me. Riuscii cioè a ricordarmi di osservare ciò che stava accadendo al mio apparato psicofisico, questa volta senza l’aiuto di Victoria Ignis, la quale in occasioni simili era solita intervenire per farmi notare quale strada stavano prendendo le mie emozioni e la mia immaginazione negativa.

Il mondo è soggettivo, personale, costruito su misura per te da te. L’aggressività è qualcosa che fa parte di te, che porti sempre con te quando mangi, quando guidi, quando fai meditazione, quando fai l’amore, quando dormi…è sempre con te, come il fatto che sei alto un metro e settantotto e hai i capelli neri. Pur essendo sempre con te, emerge però unicamente in alcune occasioni, proiettando all’esterno una scena. La scena che tu vivi è una proiezione della tua aggressività o della tua paura. Le emozioni presenti nel tuo inconscio creano la scena e poi tu reagisci alla scena provando coscientemente l’emozione.

Queste erano le parole che soleva dirmi – con dolcezza e fermezza allo stesso tempo – Victoria Ignis in circostanze simili. E proprio quelle parole mi tornarono in mente in quel frangente. Quindi cominciai a disinteressarmi della scena esteriore e mi focalizzai sul mio fastidio interiore, sul mio giudizio verso la maleducazione di certe persone, sulla mancanza di rispetto… e scuse simili che di solito adottavo per giustificare la mia avversione verso qualcuno o qualcosa.

Quando vogliamo giustificare un nostro fastidio ci appelliamo sempre a qualche principio universale (il rispetto, l’amore, l’amicizia…) oppure, al fatto che anche le altre persone presenti provano lo stesso fastidio e, quindi, il problema deve essere oggettivo. Questo è un bellissimo modo per continuare a prendersi in giro e scappare dalla propria responsabilità, rimanendo servi del mondo.

Ma a una osservazione più attenta si può scoprire che di fronte allo stesso evento non tutti reagiscono allo stesso modo (………). Noi non interagiamo mai con un mondo oggettivo, ma con la nostra interpretazione soggettiva del mondo, interpretazione che riguarda il piano intellettuale, emotivo e persino fisico(…).

Stai sull’emozione, sul fastidio, sul dolore…e non cercare giustificazioni mentali.

Mi ripeteva incessantemente Victoria Ignis.

- Ma ci dev’essere qualcos’altro da fare!. La rabbia certe volte è troppo forte! – protestavo io quando venivo portato al limite della sopportazione.

Devi desiderare che la tua sofferenza diventi tua invece di continuare a subirla. Tieni dentro quell’energia consapevolmente. Se lo fai consapevolmente non è repressione. Il segreto per trasformare più in fretta il tuo essere consiste nel restare presente quando soffri e fare di tutto per non scappare dalla sofferenza. Non cercare di resisterle e non tentare d’incolpare un fantomatico “mondo esterno” per la tua condizione di dolore. Cum-prehendi dentro di te il dolore, amalo, accoglilo, aprigli il tuo Cuore, senti cos’ha da dirti. Dal rifiuto non ti verrà mai alcun vantaggio.

Quelli della tua specie tendono a scappare dalla sofferenza, non amano il “sacrificio”, l’eroismo, il coraggio, la dedizione all’ideale, non hanno un sogno a cui consacrarsi, non aspirano a morire per una causa. Quelli della tua specie aspirano alle vacanze, alla pensione, a vivere a lungo senza mettersi troppo nei guai. Non hanno una causa per cui morire …e questa è la condizione più triste per un essere umano.

Non fare niente. Stai sull’emozione e immagina che la persona che hai di fronte sia interamente una tua proiezione. Senti con tutto te stesso che stai volendo quella situazione. Quella persona ti dice e ti fa solo quello che vuoi tu, solo ciò di cui hai bisogno per liberarti, per riscoprire il tuo essere regale. Gli altri sono qui per aiutarti. Tutto l’Universo si è coalizzato per aiutare te a liberarti dall’illusione. Fino a quando non lo vedrai e non lo sentirai da te stesso, devi avere fede in quello che ti dico io
E quel giorno, sul treno, dopo anni di tentativi, finalmente lo vidi…e lo sentii ‘nella mia carne’.

La mia dignità di Portatore della Fiamma prese il sopravvento; mi concentrai, portai tutta la mia attenzione sulla rabbia che stavo provando e mi ripetei mentalmente : “Sono dentro una fottuta trappola emotiva. Il mio fastidio m’impedisce di vedere la realtà dei fatti. Quella persona là fuori esiste solo come proiezione del mio fastidio. Io la sto creando e io la sto manovrando. Io decido il volume della sua voce e le parole che pronuncia. Io sto volendo tutto questo”.

Sentivo le mie vibrazioni alzarsi velocemente. Cominciavo a uscire dalla gabbia psichica in cui mi ero cacciato. A tratti tornava la sensazione che la signora con il cellulare potesse essere indipendente da me e, allora, la rabbia ricuperava energia, ma sapevo che, in quelle circostanze, la forza di volontà era indispensabile, al fine di prendere il sopravvento sulla trappola emotiva e cacciare via ogni pensiero di separazione e dualità. Lei non esisteva là fuori. Cercai di restare concentrato su di me. Dovevo localizzarmi sull’emozione, anziché sulle persone e gli eventi esterni, perché il mio problema si trovava dentro di me. Sapevo bene, grazie agli insegnamenti di Victoria Ignis, che il mio stare male era causato dal mio ‘demone’, non dalla situazione esterna.

Il mio non aveva niente a che fare con un tentativo di rifuggire una realtà insopportabile, utilizzando una tecnica psicologica, ma, al contrario, era lo sforzo magico di qualcuno che voleva accedere alla realtà oltre l’illusione, alla conoscenza diretta del mondo che si trova al di là di maya, quel mondo fatato che, talvolta, Victoria Ignis chiamava il Regno del Vero o ‘il Regno dei Cieli’.

E, a un certo punto….ci riuscii veramente.

Mentre mi osservavo in maniera concentrata…qualcosa accadde. Entrai in uno stato di coscienza diverso, il mio Cuore si aprì e cominciai a piangere.

La gelosia il fastidio, la rabbia, la paura…sono solo trappole emotive. Non fanno parte di te, di ciò che realmente sei. Sono ‘demoni’ che vivono dentro di te e usano la tua energia emotiva per nutrirsi. Il Portatore della Fiamma non s’identifica con i suoi ‘demoni’, ma li usa per risvegliarsi, per aprirsi un varco nelle mura di cinta della prigione psichica. Quando sei in una emozione negativa, trasformala in una porta per entrare nella realtà oltre l’illusione. Resta sveglio, guarda la tua sofferenza dall’esterno, senza farti coinvolgere, come se stesse accadendo a qualcun altro, come se tu fossi uno scienziato che deve studiare le reazioni della sua cavia.

E poi accetta questa sofferenza, accoglila dentro di te…e amala. Se non ami il tuo ‘demone’, questo non potrà mai trasformarsi in un’ angelo’, il Piombo non potrà trasformarsi in Oro, il Veleno non diverrà Farmaco.

Il ‘demone’ è un tuo figlio, lo hai generato tu nel tempo, lo hai cristallizzato dentro di te. Egli vive ormai in maniera permanente nella tua casa. Immagina per un attimo di essere un genitore che caccia fuori di casa un figlio non gradito, perché troppo aggressivo, pauroso o incapace. Forse che questo figlio non busserà all’uscio per essere riammesso e venire riconosciuto ? E, meno verrà ascoltato, più busserà con vigore, fino a quando un giorno abbatterà la porta e irromperà all’interno con tutta la furia di cui è capace.

Non lasciare spazio ai tuoi ’demoni’, ma allo stesso tempo investili di compassione perché sono bambini impauriti che hanno indossato una maschera di mostri. Un bel giorno sarai in grado di operare la trasmutazione : la rabbia diverrà ‘impeto guerriero’, la gelosia diverrà amore incondizionato…ogni emozione ‘negativa’ si trasformerà in un’ emozione superiore intrisa d’amore.

Fuori dalla prigione psichica, nel Regno dei Cieli. c’è uno stato d’innamoramento illimitato, di benessere, di fiducia della perfezione di tutto ciò che accade…E’ un mondo che attende solo te, con pazienza, da milioni di anni, per stringerti nel suo caldo, tenero abbraccio.

Ricordo ancora oggi l’amore sconfinato con cui Victoria Ignis pronunciò quelle parole. Il suo volto emanava una Carità capace di abbracciare l’umanità intera. Non sembrava nemmeno lei…si era letteralmente trasfigurata…qualcosa mi parlava attraverso il suo corpo di carne.

Quello stesso amore era salito sul mio treno quella mattina.

Descrivere in modo chiaro quello che sentii in quel frangente utilizzando il solo linguaggio umano non è per me possibile. Per darvi un’idea del mondo che improvvisamente si aprì alla mia vista dovrei chiedere aiuto alla penna di un umorista venusiano sotto l’effetto dell’oppio. Dovrei prendere a prestito gli ultrasuoni emessi dai delfini, il canto d’amore di qualche uccello raro, alcune vibrazioni prodotte dal vento quando passa attraverso le tele dei ragni, lo sguardo sfuggente della balena un istante prima dell’immersione, il frastuono assordante di un seme che germoglia.

La mia conoscenza delle cose stava bypassando la mente razionale come se questa fosse un vecchio asino ormai inadatto a fare il suo dovere e in attesa di essere abbattuto.

Grazie alla mia ferma Volontà trovai il coraggio di tuffarmi nel Cuore… e mi spalancai a una nuova dimensione della conoscenza. Come potrei quindi descrivere il sublime ? Il sublime ti afferra la mente, la domina, la zittisce e poi la scioglie col suo calore. Gli effetti del sublime sono permanenti, quelli della ragione no.

Vidi nella maniera più ovvia del mondo che quella donna seduta di fronte a me era dentro di me… e io la amavo, o meglio, ero l’amore stesso che univa me e lei. Si verificò in me una deflagrazione che non avrei mai creduto potesse avvenire in un corpo umano senza causare il fulmineo cedimento del suo sistema nervoso. Sono certo che, a causa dell’esplosione d’amore avvenuta quella mattina su quel treno, alcuni angeli del Cielo diventarono più splendenti e passarono alla gerarchia superiore; su Sirio centinaia di anime furono contemporaneamente attraversate da centinaia di nuove intuizioni artistiche; Venere modificò leggermente la sua rotta e sulla terra – lo posso giurare sulla salvezza della mia stessa anima – migliaia di bambini africani non avvertirono la fame.

Finalmente liberato dai macigni del giudizio e del fastidio, avvertivo il mio essere come fresco e leggero. Lo sguardo attraverso cui osservavo la realtà si era rischiarato. Quando affermo che vidi una realtà differente – e ciò sia chiaro fin da subito – non intendo certo dire che mi limitai a cambiare la mia opinione su quella persona a livello intellettuale, bensì che tali nuove visioni si presentarono di fronte a me come verità interiori indubitabili. Non pensavo, ma vedevo, ma sentivo e toccavo attraverso nuovi sensi interiori : i sensi dell’anima.

Un fuoco incontenibile usciva dal centro del mio petto. Percepivo in me una forza e una potenza smisurate, mentre la mia coscienza galleggiava placida in una tiepida beatitudine. Ero infiammato d’amore…segno sicuro che stavo osservando la realtà oltre l’illusione. Ero vivo ed ero temporaneamente libero dall’allucinazione psichica. Uno squarcio di realtà era lì di fronte a me nella sua meravigliosa impensabilità. Diedi uno sguardo intorno a me e le cose emanavano dall’interno luci intense e calde allo stesso tempo, tutto l’ambiente era pervaso da colori mai visti prima che non potrei descrivervi…e il solo provarci sarebbe un sacrilegio nei riguardi della Bellezza. Concentrai istintivamente il mio ascolto, come se adesso fosse ovvio per me fare così e mi accorsi che dalle persone provenivano delle note . Parlavano una lingua fatta di musica che fuoriusciva dai loro corpi invadendo lo spazio. Ogni essere umano suonava una nota diversa, indipendentemente dal fatto che parlasse o meno, che si muovesse o stesse fermo.

La dimensione sovrarazionale era venuta a farmi visita, mi impregnava e si espandeva dal mio interno. Qualcosa in me si era rotto e la commozione diveniva insostenibile : cominciai a piangere singhiozzando come un bambino. Percepii finalmente la pochezza delle emozioni che avevo provato fino a quel momento della mia vita. Mi vergognai di aver chiamato amore certi sentimenti la cui meschinità mi era adesso evidente. Le lacrime che scivolavano lungo le mie guance andavano a picchiare sulle pagine del libro aperto sulle mie ginocchia e ogni goccia emetteva una vibrazione che risuonava in tutto il mio corpo scuotendolo sottilmente, un massaggio impalpabile scorreva lungo tutto il mio essere, lo stimolava, lo rinforzava…e in tal modo lo stava guarendo da mali vecchi di millenni.

Di Chiara Lagrange

video. Link: http://www.youtube.com/watch?v=9c63rDOlknU

Namasthe ♥ Tita T. Tambolini

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