mercoledì 10 novembre 2010

Il bisogno di approvazione: un potente veleno


Oggi parliamo di quello che ritengo uno dei più grandi veleni dei nostri giorni.
Iniziamo dal fatto che il nostro subconscio è programmabile dall'esterno anche da minimi stimoli purchè ripetuti e consideriamo il fatto che fin dal concepimento veniamo impregnati da tutta una serie di impressioni psichiche a cui non possiamo minimamente opporci. Da adulti iniziamo a funzionare dal punto di vista di queste programmazioni senza esserne quasi consapevoli e senza mai metterle in discussione. Spesso accettiamo senza battere ciglio concetti, regole, previsioni, principii di realtà da coloro che costituiscono i nostri punti di riferimento (genitori, figure di autorità, ma anche maestri e autori di libri o corsi). Le programmazioni ricevute diventano i motori delle nostre vite (motori non coscienti quasi sempre), eppure non sono immutabili. Da una parte la mente razionale potrebbe discriminare e decidere a cosa credere e su quali contenuti agire (pensandoli, ricordandosi di sè, essendo consapevoli)e potrebbe riprogrammare saggiamente il subconscio stesso, neutralizzare emozioni negative e scardinare strati su strati di credenze date per scontate perchè condivise dai molti, dall'altra se non lo fa costantemente viene portata a spasso da ogni influenza esterna, specialmente da quelle che sono di senso comune (condivise). Ma questo non ci viene detto e soprattutto, da sempre e in ogni circostanza (ahimè anche in tantissimi gruppi di pratiche di guarigione e meditazione e simili), ci viene insegnato che ci sono sempre altri più in alto di noi che ne sanno più di noi e che quindi taluni programmi mentali sono necessari (venerare il guru, servire questa o quell'altra setta, nutrire il conto in banca del tale psichiatra, aver bisogno della tale terapia alternatva, credere ciecamente al karma e alla reincarnazione). E' chiaro che se non 'decidiamo' cosa mettere nella nostra mente qualcun altro lo farà per noi o, alle brutte, continueremo ad agire in base a programmazioni già esistenti, e questo in maniera del tutto inconsapevole. Molti seguaci di dottrine spirituali, ad esempio, non fanno che ripetere i concetti del maestro o dei testi sacri che, esistendo da millenni, sono considerati infallibili, senza mettere a conto che i tempi in cui sono stati scritti avevano un livello di comprensione delle dimensioni spirituali del tutto diverso, e che li hanno pur sempre scritti dei fallibili umani (come dice non ricordo chi: Dio è immutabile ma è la sua comprensione che si evolve nei tempi, quindi come puoi comprendere Dio con uno scritto di 3000 anni fa?). Lo fanno senza mai metterli in discussione e per il solo fatto che si sentono sicuri nello sposare quell'ideale che è supportato da altri (tutte le religioni-tradizioni funzionano così). Si sposa alla fine il senso comune, o un qualunque altro "NOI", dando cioè per scontato che - come quando eravamo inconsapevoli nella pancia di mamma - altri più grandi di noi ne sappiano più di NOI in termini di realtà e, avendo paura di scoprire da soli cosa è vero o falso, cerchiamo di sentirci al sicuro. A motivarci è sempre una paura di base! Anche quando agiamo di nostra spontanea volontà, scegliendo un gruppo diverso da quello di origine, a muoverci è quasi sempre la paura della solitudine e il bisogno di approvazione, di controllo e di sicurezza. Una delle risultanti più spiacevoli del non saper\voler gestire la propria mente\consapevolezza è il bisogno di approvazione da parte degli altri, un sottile, continuo veleno che rende l'essere umano uno schiavo e gli impedisce di sperimentare i più alti livelli dell'essere. Il bisogno di approvazione ha molteplici manifestazioni esterne: difendere molto le proprie idee in maniera accesa ad esempio, parlare molto di sè e ascoltare poco gli altri, citare continuamente qualcun altro e appoggiarsi a ciò che altri con più fama e autorità fanno, pensano, dicono o scrivono, parlare di cose che non conosciamo se non per sentito dire, accettare ciecamente insegnamenti ed esibirsi discepolo di questo o quell'altro guru, voler avere ragione (manifestamente o meno).

3 commenti:

  1. Mauro e Rossana10 novembre 2010 14:33

    grazie mille...sarebbe da leggerlo tutte le mattine fino a che non diventa automaticamente un essere in noi..

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  2. Grazie, Gio...molto interessante...da studiare a fondo...♥♥

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