venerdì 26 novembre 2010

la vostra afflizione si cambierà in gioia



Noi sinceramente non sappiamo perchè il signor Tutto abbia deciso di utilizzare questo strumento (il dolore) per farci "evolvere" e sinceramente non ci interessa capirlo perchè pensiamo che non sia produttivo più di tanto saperlo!
Quello di cui siamo sicuri è che per quanto strumento utile ed efficace, non è l'unico strumento che ci è stato dato...

”la vostra afflizione si cambierà in gioia” (Giovanni 16,20)

Il dolore non dovrebbe essere visto come qualcosa di ingiusto, ignobile e vile (anche se molto spesso è inevitabilmente così che lo percepiamo), perché L’Amore ha il potere di trasmutarlo in gioia, a condizione di dare all’Amore la possibilità di farlo. Se l’uomo non permette all’Amore di fare ciò che è nelle sue potenzialità, l'Amore non lo farà (libero arbitrio).
Quando l’Amore ricevente, si sentì inadeguato a ricevere (frustrato) l’Amore donante si ritrasse (Big Bang).
L’Amore non può dare ciò che non è “gradito” e di conseguenza liberamente accettato.

Alcune filosofie esoteriche per esempio vedono la vita così: “la nascita è dolore, la vecchiaia è dolore, la malattia è dolore, la morte è dolore” , dichiarando la propria consapevolezza che il dolore non consente di godere i piaceri di questo mondo.
Questa a nostro avviso è una visione saldamente legata alla vita materiale, nella quale ci si identifica e a cui in qualche modo si riduce la realtà umana. Partendo dalla consapevolezza che nel mondo mortale non si può godere alcun piacere senza prima o poi pagarne il prezzo in moneta di dolore (esistenza degli opposti, non c’è gioia senza dolore) si supera il dolore rinunciando ai piaceri della vita. Noi siamo convinti che questa visione (per quanto riprodotta qui semplicisticamente) sia piuttosto riduttiva della realtà.

Trascendere il dolore significa trasformarlo in una sorgente di gioia e di beatitudine arrivando all’estremo di dichiarare falsa la credenza che il dolore sia necessario alla crescita spirituale, senza però in alcun modo rifuggirlo. Accettarne l’esistenza con l’adeguato distacco significa superarlo, e in auspicabili condizioni estremamente elevate (I cosiddetti Santi o Illuminati) evitare di manifestarne altro.
Secondo noi è questo che intende Gesù Cristo quando dichiara che sono beati gli afflitti perché saranno consolati da Dio.
Siamo convinti che, non se, ma quando l’Amore del Tutto raggiunge il cuore dell’uomo e lo pervade e lo impregna della propria essenza, ridurrà il dolore a nulla. Perchè davanti all’Amore è il dolore che cede il passo. Per questo L’Amore del Tutto (di Dio nei vangeli) non teme nulla.
Chi è davvero pervaso dell’Amore infinito e onnipotente del Tutto non percepisce più alcun bisogno, non conosce più alcuna necessità, perchè tutti I bisogni e le necessità sono soddisfatti prima che si manifestino: questa a nostro avviso è la felicità pura del Regno dei Cieli!

Chi riesce a godere dell’Amore del tutto, che data la sua essenza è la felicità più ardita a cui si possa aspirare, automaticamente non può che gioire spiritualmente di tutto ciò che ci accade o con cui veniamo in contatto anche sporadicamente.
Per ottenere questo effetto la strada è quella di non percepire più il cosiddetto “dolore” nostro e altrui come “male” come un errore, come una manifestazione “sbagliata”. Questo significa essere liberi da ogni condizionamento e godere del supremo Amore del Tutto, in quanto Uno con il Tutto e quindi noi stessi Amore, vedendo quindi oltre la materialità della vita terrena, oltre le cose, oltre se stessi, oltre la nostra limitata visione quotidiana, abbracciando perciò la prospettiva più ampia, dalla quale la dualità perde significato. A questo livello di “illuminazione” non esiste più niente di cui aver paura:
“l’amore perfetto scaccia il timore” (Giovanni 4,18)

La nascita, la vecchiaia, la malattia e la morte percepite nel significato profondo del rapporto con il Tutto assumono un senso diverso. Tutto è esattamente come deve essere, la via più corretta, date le premesse, per raggiungere nel modo migliore l’ascesa verso cui si è diretti. “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” Rm 8,28.

L’essere umano una volta divenuto consapevole della causa dell’ esistenza stessa (l’Amore del Tutto) ritrova l’unita con Il Tutto, e riconosce nell’Amore la propria vera essenza, questo gli restituisce la totalità del suo potere creativo.

L’ignoranza (la non consapevolezza) è il vero padre di tutti i mali.

“empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l’amore della verità” 2Tes 2,10.

E’ la fuga dal dolore, che dovrebbe essere semplicemente accettato anzichè demonizzato e la ricerca spasmodica della felicità come bisogno principale che permette il manifestarsi delle tristezze, delle insoddisfazioni, delle frustrazioni e conseguentemente delle malattie, degli incidenti e via via sempre peggio.
“Chi cercherà di salvare la propria vita la perderà” Lc 17,33.

L’Amore divino del Tutto è l’unica essenza che ha il potere di colmare il vuoto dovuto alla separazione (assenza dell’Amore perchè respinto) che non permetta all’uomo di raggiunge la felicità.

E’ proprio in questa accettazione dell’Amore divino che sta quell’arte di saper essere dei Permettenti come ci insegna Abraham (Esther e Jerry Hicks).

Il dolore anche se non razionalmente voluto è comunque responsabilmente auto-inflitto dalle scelte dell’individuo e dipende semplicemente da una di queste due opzioni: scegliere di amare o scegliere di non amare (senza che questo significhi per forza “odiare”).
La felicità non corrisponde semplicemente all’assenza di dolore, come la salute non corrisponde all’assenza di malattia. Quindi rinunciare ai piaceri terreni assicurandosi così di non soffrire non ci consente comunque di essere felici. La felicità in assenza di dolore ce la procura solo il riconoscimento della nostra vera essenza. Ne consegue che la causa vera del dolore non è altro che la percezione della separazione dal Tutto.


L’origine del male non è altro che l’ignoranza cioè un uso scorretto e inconsapevole delle potenzialità creative dell’essere umano. Ne consegue che anche la demonizzazione dell’ ego non ha alcun senso. Nulla di ciò che fa parte dell’uomo può essere cattivo in origine, nemmeno l’ego, perchè appunto Tutto è Amore, l’Uomo è il Tutto, l’Uomo (nella sua totalità) è Amore, è solo l’uso distorto che facciamo dell’ Ego che ci procura dolore.

12 commenti:

  1. Grazieeeeeeeeeee <3
    http://www.youtube.com/watch?v=oVqAeV4jVAI

    RispondiElimina
  2. Ciao Gio....
    io penso che non sia stato il signor Tutto a decidere... ma... essendo noi... parte del Tutto... e soprattutto infiniti CREATORI... mi sa proprio che ce la siamo inventata noi sta cosa del dolore, accidenti.... ma in effetti.. vedendo quante vite sono cambiate "a causa" o grazie a situazioni dolorose, fisiche, emotive o quantaltro.... l'idea ci stava... ok, esperienza, fatta, abbiamo visto che funziona... e ora.... si passa ad altro..... COME CAMBIANO LE NOSTRE VITE GRAZIE ALLA GIOIA?!?! hihi...:-) immensamente grazie per il lavoro di ricerca e divulgazione che fai e fate!!! ESPAVO! Sara

    RispondiElimina
  3. La penso esattamente come te!!!! non si capiva dal post? eheheeheh

    RispondiElimina
  4. bellissimo ciò che hai detto,sono convinta che le sofferenze siano esami difficoltosi da superare attraverso la filosofia e cioè chiedersi perchè e cercare di darsi una risposta anche per quanto riguarda i temi fondamentali come la vita la morte e la malattia,quindi amare la vita,rispettare la malattie.Credo che ognuno di questi segreti possa essere svelato se si ha compassione e comprensione verso se stessi.Quindi vi sono nel mondo molti misteri irrisolti e credo che sia nostro dovere meditare su di essi invece che far finta che non esistano,perchè così ci comportiamo da indifferenti verso noi stessi,questi esami da affrontare portano noi stessi alla laurea della vita,generando in noi saggezza e verità condivisibile con gli altri.
    Secondo il mio modesto ed umile parere ognuno attira ciò che gli serve al fine dell'evoluzione personale,preso coscienza e risolto gli enigmi delle proprie esperienza personali è possibile arrivare alla gioia piena,all'illuminazione e alla pace.
    un grande abbraccio.

    RispondiElimina
  5. Grazieeeeeeeeeeee <3
    http://www.youtube.com/watch?v=zt7ZAGIlgsk

    RispondiElimina
  6. il concetto di illuminazione espresso anche nel vedanta di James Swartz. Molto bello. :) grazie ottimo lavoro

    RispondiElimina
  7. L'amore unisce infiniti mondi e li rende vivi
    Giordano Bruno

    RispondiElimina
  8. Seguo sempre con molta attenzione tutto ciò che viene pubblicato da Giò. Finora non ho mai commentato, per non essere invadente. Stavolta ho un consiglio da chiedere. Mia madre soffre di depressione e di ansia da quasi cinquant'anni. A periodi sta bene (in cui è una donna brillante, simpatica, attiva, con senso dell'umorismo irresistibile) a periodi sta male. Sono ormai mesi che sta male e non c'è nessun farmaco che risolva la situazione. Tutti gli esami clinici la definiscono come una donna fisicamente sanissima, biologicamente più giovane dei suoi 79 anni. Eppure lei si crogiola nei pensieri dolorosi, nelle paure di diventar pazza, nella negatività totale. Il suo continuo stato di prostrazione ha ormai devastato l'armonia familiare, non passa giorno in cui non ci sia una discussione con lei che rifiuta ogni logica, parla solo ed esclusivamente dei suoi malesseri, non riesce a staccare la mente da essi neanche per un secondo. La dottoressa che l'ha in cura le ha detto che deve svagarsi, leggere, distrarsi, uscire, ma lei continua a dire che non ce la fa, che non ha energie. Io continuo ad inviarle pensieri d'amore (viviamo in due città diverse), ad esortarla all'ottimismo, le faccio regali, la chiamo più volte al giorno per salutarla, ma finora non ho ottenuto granché: che cosa posso e devo fare? Sono ormai esausto, non so più dove sbattere la testa dopo anni e anni di situazione sempre uguale a se stessa. Scusate se forse ho scritto una cosa che non c'entra niente con quanto pubblicato sopra. Grazie, un abbraccio a tutti,
    Tommaso

    RispondiElimina
  9. ciao Tommaso...

    Prima di tutto lasciami sottolineare che i vostri commenti non sono mai invadenti, anzi, mi fanno capire che c'è qualcuno che legge e apprezza ciò che scrivo...

    Per quanto riguarda la tua mamma, ovviamente qui posso risponderti solo telegraficamente e ti dico
    1) non sentirti colpevole per la situazione, non lo sei, nè del fatto che tua mamma sta male, nè del fatto che vivi lontano da lei
    2) ognuno è responsabile al 100% della propria realtà, lei della sua e tu della tua (quindi tu sei responsabile di come lei influsce nella tua realtà e su questo puoi agire)
    3) fai ho-oponopono sulla TUA serenità riguardo al tuo rapporto con tua mamma e al fatto che il suo malessere ti fa soffrire... ma attenzione... senza aspettative!
    4) accetta ciò che viene che sarà comunque il meglio... quindi non aspettarti che guarisca, che lei stia meglio ecc... accetta ciò che il tuo io superiore ti procurerà.

    un bacio giò

    RispondiElimina
  10. Grazie Giò, sei stato molto sollecito e gentile. Mille in bocca al lupo per tutto, seguirò i tuoi suggerimenti. Un abbraccio,
    Tommaso

    RispondiElimina
  11. per amor di verità... Giò sta per Giovanna
    Smack!

    RispondiElimina
  12. claudia mancini26 novembre 2010 14:58

    Grazie a Giò per il suo ' INNO ALLA GIOIA '..e grazie a Tommaso che con il suo commento...ha dato a Giò la possibilita di chiarirmi una volta di più in che modo noi siamo responsabili al 100% e in che modo quindi fare hoponopono...Grazie di cuore era proprio la domanda alla mia domanda..e ciò che più desideravo in questo momento !

    RispondiElimina