giovedì 13 gennaio 2011

...a proposito di focalizzazione



Oggi c'erano su "Repubblica" due interviste che mi hanno indispettito: in una Battiato dichiarava che oggi Gaber rinuncerebbe a cantare questa italia marcia", nell'altra Giuseppe Genna lamentava che "tutti desiderano un suv" e che "Milano è l'avanguardia della decadenza". Ora, Battiato e Genna sono persone degnissime e rispettabilissime, ma questa loro attitudine invettivo-lagnoso-apocalittica mi ammorba.
Ma dove vivono? Ma cosa guardano? Ma chi frequentano? Se questo -il marciume genaralizzato- è quello che vedono intorno a sè, imparino a guardare altrove, oppure cambino amici (forse i loro amici non sono fra quelli che desiderano i suv, ma è gente che si sente tanto intelligente perchè lamenta che tutti desiderano i suv...) Lorenzo tu quanti ne conosci che desiderano i suv? Io frequento un sacco di umani, qualcuno il suv ce l'avrà anche, ma non ho mai sentito nessuno sbavare per il suv. A me sembra che i fustigatori, gli indignati, quelli che lamentano l'appiattimento, siano alla fine quelli che appiattiscono più di tutti, che generalizzano in una specie di notte indistinta in cui tutte le vacche sono nere. Questo è il conformismo intelletuale, quello del pensiero critico, quello che a furia di concentrarsi sulla volgarità del mondo non riesce a vedere l'evoluzione, l'allargamento delle opzioni, la vita che si espande, neanche quando come ora, l'evoluzione, l'allargamento delle opzioni, la vita che si espande, stanno aprendo le ali come mai prima è accaduto nella storia degli umani.

Franco Bolelli

Comunque a parte tutto, che male c'è a desiderare un suv? Non mi sembra che tra i dieci comandamenti ce ne sia uno che recita "non desiderare un suv", poi magari ti fai un mazzo per comprarti un suv e quando ce l'hai ti accorgi che il suv non ti dà la felicità che speravi, ma questo è un altro discorso, magari te lo vendi e ti compri una uaz.
Io conosco certi che hanno il suv che sono simpatici e certi con la macchina ibrida che li strozzerei, non mi rompano le palle con queste cazzate please.
Proprio l'altro giorno ascoltavo Gaber in cuffia mentre pedalavo dentro ai miei boschi, mi ero messo nell' iPod una sua raccolta e ho passato tre ore con lui e la macchia appenninica. Gaber è stato uno dei nostri migliori artisti, su questo non ci piove, uno attentissimo ad ogni parola, ad ogni scelta, ad ogni gesto scenico, un poeta, un corpo danzante, una voce tuonante, un osservatore, uno bravissimo. Ha scritto e cantato pezzi bellissimi e amarissimi, la musica italiana senza Gaber sarebbe più povera, ma lo sarebbe anche senza i Ricchi e Poveri e lo sarebbe anche senza i Nomadi o senza Alberto Cmerini o senza l'orchestra Casadei, ognuno fa la sua cosa, qualcosa poi resta, qualcosa si dimentica, qualcosa diventa altro, qualcosa non diventa nulla. Gaber è un gigante, ma noi dobbiamo andare avanti, dobbiamo godere di Gaber, ma non pensare che dopo Gaber il diluvio, perchè dopo nessuno c'è il diluvio, le cose vanno avanti, non sempre ci piace il modo in cui va avanti, ma se non ci piace credo che esista un solo modo per fare qualcosa e questo modo consiste nell'essere la cosa che ci piace in mezzo a tutto quello che non ci piace...

Lorenzo (Jovanotti) Cherubini


Tratto da VIVA TUTTO

2 commenti:

  1. maria cristina14 gennaio 2011 15:47

    Grazie grazie grazie di questo bellissimo post verissimo <3<3<3<3<3<3<3

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  2. l'importante è non fare lo stesso e tendenzialmente non farci caso! Smack!!!!

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