martedì 29 marzo 2011

Il Potere dell'intenzione

The Power of Intention
by Cristina Bar Sela



Traduzione a cura di Josaya






Giovedi scorso ho ricevuto una telefonata da Shoshi, uno studente a lungo termine della miniera che vive nel kibbutz Beit Oren sulle pendici del monte. Carmel. Ha chiamato per chiedere se potevo mandare energia di guarigione per le case sue  e di Limor, entrambi studenti nel mio corso avanzato Huna. In poche parole ha descritto la situazione: un incendio era scoppiato sul monte Carmel e le fiamme stavano avanzando in direzione di Beit Oren.

Non ero a conoscenza del fuoco, che già imperversava da qualche ora. Mi sono collegata a Internet e ho visto le immagini di un grande incendio. Ho brevemente letto i titoli dei giornali, ho chiuso gli occhi,  ho concentrato la mia attenzione e  ho inviato la mia energia di guarigione alle loro case, in modo che il fuoco non procurasse loro del male.

Poi ho inviato un messaggio di testo a tutti i miei vecchi studenti che sono addestrati per l'invio di energia di guarigione, anche senza conoscere il destinatario in persona. Ho aggiunto tutti i miei studenti attuali, coloro che frequentano lo stesso corso con Shoshi e Limor. Ho chiesto loro di concentrare la loro attenzione sulle loro case e di avvolgerli nell’ energia di guarigione che avevano imparato ad inviare.

Quando si studia Huna, si imparare a lavorare con l’energia al fine di influenzare la realtà. In modi diversi, è possibile inviare specifica energia in maniera mirata con lo scopo di aiutare, curare e sostenere le varie condizioni.

Ma in situazioni estreme come il fuoco, non è sufficiente inviare energia mirata solo una volta. Devi ripetere spesso l’invio, ed è molto importante non farsi sopraffare dai pensieri di preoccupazione o di paura.

Quando abbiamo paura, irradiamo un diverso tipo di energia rispetto a quella di guarigione, che può rafforzare le ragioni della paura e perpetuarle.

So per certo che ognuna delle persone che ha ricevuto il mio messaggio immediatamente ha lasciato da parte ogni suo impegno quotidiano e ha inviato la propria energia di guarigione alle  case di Shoshi e Limor, e l’fatto per tutto il giorno. Nel frattempo, ho saputo dai notiziari che i vigili del fuoco non erano  riusciti a controllare il fuoco e che si era diffuso in altre zone.

Dopo aver inviato la mia energia di guarigione per un po', ho chiamato Shoshi per conoscere nei dettagli la situazione. Mi ha detto che il fuoco non aveva raggiunto l’area dell’abitazione di Limor, ma che era giunto fino al suo quartiere, e che i pompieri non erano riusciti a fermare il fuoco. Ho chiesto a Shoshi di immaginare una bolla intorno a casa sua di materiale resistente al fuoco. Ho iniziato a fare lo stesso ed ho aumentato la frequenza della mia visualizzazione.

Venerdì scorso, ho parlato con Shoshi di nuovo. Utilizzando tecniche Huna, era in grado di restare ottimista. Nonostante il fatto che la situazione era andata peggiorando di minuto in minuto, era stata in grado di mantenere il suo buon umore e credere fermamente che nulla sarebbe accaduto a casa sua, nonostante tutte le previsioni stessero indicando la direzione opposta.

Lui mi ha detto che quella mattina andò a casa sua insieme con i giornalisti TV da Canale 10. Quando sono arrivati, hanno scoperto che le case vicine, sia sul lato destro che sinistro della sua casa, erano bruciate. La casa di Shoshi, tuttavia, anche se sporca di fuliggine, non era stata toccata dal fuoco.

Quando ho visitato la sua casa pochi giorni dopo, l'ho visto con i miei occhi. In qualche punto il fuoco era arrivato dalle pareti confinanti, toccando il suo balcone, ma in realtà non aveva inghiottito la sua casa, dalle tracce lasciate dal fuoco era possibile immaginare la forma di un cerchio che aveva bloccato le fiamme.

Si può dire che le fiamme non hanno bruciato la casa di Shoshi per caso, ma conoscendo il lavoro energetico che è stato fatto,  si può comprendere che il potere dell'intenzione porta a risultati incredibili  anche in situazioni estreme.


Per approfondire leggi:




lunedì 28 marzo 2011

Kebrillah


...e mi hai mostrato due contrari hai detto ognuno è vero
e mi hai lasciato qui da solo senza dirmi di più
mi hai messo in mano una spada senza insegnarmi le mosse
mi hai messo in guardia dal nemico senza dirmi chi fosse
(...)
mi hai messo in una famiglia e hai detto affari tuoi
adesso in questo casino prova a capire chi sei
(...)
mi hai messo in tasca tre carte e hai detto adesso tira
quello che viene viene e come gira gira
mi hai dato tempo una vita per ritrovare l’uscita
mi son distratto e un giorno non l’ho più cercata
e m’hai mollato nel traffico senza indicazioni
e proprio a me vengono a chiedere le indicazioni
e adesso unisci i puntini dall’uno all’infinito
questa è una festa per la quale non serve l’invito
(...)
i pesci affogano gli uccelli cadano
il buio illumina la foca rumina
la scimmia semina l’aquila pigola
il lupo miagola il ragno scivola
le tigri brucano le serpi saltano
i cani belano il muro è morbido
è tutto in ordine è tutto in ordine
è tutto in ordine è tutto in ordine
(...)
e allora piangi piangi forte e ridi ancora più forte
così che scoppi di vita così che scacci la morte
e guarda sempre in faccia il mondo e non avere paura di niente
non abbassare lo sguardo di fronte alla gente
potranno dirti bugie potranno prenderti in giro
è una partita che si gioca all’ultimo respiro
e se t’incazzi incazzati com’è giusto che sia
con tutta la potenza, con tutta la fantasia

perchè hai messo un diamante dentro al mio cuore
che brilla che brilla quando lo espongo al sole
e hai messo una bomba dentro al mio cuore
che è sempre innescata che è pronta per scoppiare

però hai messo un diamante dentro al mio cuore
che brilla che brilla che brilla che brilla

Tratto da "Kebrillah" dall' album "Ora" - Jovanotti

domenica 27 marzo 2011

La ricerca della perfezione



Il Tutto è Amore e l'Amore non sbaglia. L'Universo in cui esistiamo non contempla l'errore. Tutte le cavolate che abbiamo combinato nella nostra vita e che abbiamo catalogato come errori... non li sono. Ogni sbaglio più terribile è stato compiuto perchè doveva essere compiuto, non fosse altro che per indicarci che quella su cui ci eravamo messi era a quel punto una rotta da modificare.
La saggezza deriva dall'esperienza e l'esperienza deriva dall'agire, pertanto anche dagli insuccessi. Senza di quelli non avremmo capito tante cose e non avremo ottenuto i sucessivi (o futuri) successi, nostri o altrui, a cui comunque abbiamo contribuito. Attraverso gli errori siamo diventati le persone che siamo in grado anche di trasmettere le nostre esperienze al prossimo. 
Sempre, qualunque dolore proviamo, è presente per permetterci di godere di maggior gioia. Niente accade per caso, a questo punto dovremmo esserne ben consapevoli. Ogni cosa accade nel modo preciso in cui deve accadere e le persone che sono nella nostra vita sono esattamente dove devono essere e quelle precise di cui abbiamo bisogno in questo momento.
La perfezione deriva dalla percezione dell'imperfezione. Per poter crescere dobbiamo avere margine di miglioramento e questo margine è quello che ci fa percepire i fatti o le situazioni o le persone come sbagliate, quello che non riusciamo a comprendere, a vedere è la perfezione del processo di evoluzione. In questo processo perfetto quindi non esistono sbagli, ma solo opportunità.
Dobbiamo solo permetterci di sbagliare e accettare i nostri "errori" come opportunità, dando al processo la possibilità di dimostrarci la sua perfezione.
Thomas Edison, che realizzò la lampadina al millesimo tentativo,  alla domanda di un giornalista che gli chiedeva di testimoniare la sua frustrazione per i 999 tentativi  falliti, rispose: "Io non ho fallito 999 volte, ho semplicemente scoperto 999 modi per non realizzare la lampadina"!

Tratto dal prossimo mini e-book in pubblicazione su http://www.amorebook.com/

venerdì 25 marzo 2011

“Vita o Niente”

Il 29 Marzo esce il nuovo album di Vasco Rossi “Vita o Niente”

 http://www.classificamusica.net/wp-content/uploads/2009/04/vasco-rossi.gif


Vasco: Sguardo preoccupato perché l’artista è sempre in fuga dai posti di blocco, che vanno molto di moda adesso, del conservatorismo, dalla omologazione, dalla volontà di tenerlo sotto controllo, che non sia libero di dire quello che vuole. L’artista per essere libero di dire quello che vuole, di raccontare la realtà che vede senza strumentalizzazioni, deve per forza essere sempre in fuga e fuggire da tutti questi pericoli. E quando fuggo e brucio anche le tracce perché altrimenti “loro” sono capaci anche di inseguirmi, non è che sparisco, rientro in clandestinità, perché l’artista per essere libero deve vivere in clandestinità.
Vivere o niente è un po’ un aut aut, o fai o non fai, se fai bene se no taci. Vivere o niente significa: Vivi… o niente… cioè nel senso se vivi vivi la vita com’è, non dico vivi la vita intensamente, ma vivila pensando che comunque la vita non è garantita, non so se ve lo siete dimenticati, ma la vita è dura, è complicata, la vita non è uno scherzo, non può essere garantita neanche da una legge dello stato, da qualcuno che ci racconta che per la sicurezza eccetera eccetera
La vita va vissuta oppure niente e niente non vuol dire morire, vuol dire non approffittare di un’occasione di un’esperienza.
Io non do giudizi, puoi fare quello che ti pare, però o vivi o niente… tutto qua!

Intervistatore: Ma vita non garantita dalla legge vuol dire che sei a favore dell’eutanasia?

Vasco: Secondo me la vita non è un dono, non è un caso e questo non vuol dire che valga meno di quello che deve valere, va rispettata per quello che è e credo che un uomo abbia il diritto di decidere quando la vita non è più dignitosa, non ha più il valore di essere vissuta. Uno deve poter decidere quando la vita non vale più la pena, altrimenti non so, non esisterebbe la possibilità di farla finita…

Intervistatore: In questo album c’è una canzone in senso futurista della nuova umanità dove racconti di un uomo che non crede più in Dio

Vasco: Questo è un manifesto futurista, dove si è voluto fare come Mrinetti, che a dire la verità io sono molto ignorante e non so di preciso neanche cosa abbia scritto, però so che ha fatto un manifesto futurista ad un certo punto dichiarando in un certo senso secondo me dei concetti fondamentali che definivano il modo nuovo di intendere e vedere l’arte per l’uomo nuovo. Io l’ho voluto girare in questo senso: L’uomo nuovo dopo che la scienza ha dimostrato che non esistono le verità eterne, che anzi le verità eterne non esistono proprio, le verità cambiano sempre, tutto è in divenire, quindi non esiste un creatore, perché sappiamo benissimo che la vita non è stata creata da un creatore, ma è nata da sé, dalla natura che per un miracolo incredibile di casicità ha creato questa strana combinazione di elementi chimici eccetera di materia che si rende conto di esistere, che ha uno spirito, che ha qualcosa in più della materia stessa. Questa cosa che è nata per caso e quindi non ha nessun creatore, a questo punto con tutto il rispetto per la grande illusione che è stata l’avere un creatore,a   questo punto gli dice: Scusa ti chiedo perdono se non posso più avere la fede in te perché a questo punto ho capito che la vita nasce così. E  a questo punto comincio a mettere giù uno statuto, perché non è che si può vivere senza nessuna regola, di questa nuova vita intesa in questo modo qua, con l’ottica che noi siamo il miracolo dell’esistenza. Il primo patto che faccio è con le mie emozioni perché sono quelle che ti possono portare fuori completamente e far fuori anche. Quindi dico: Loro non mi fanno fuori e io le lascio vivere altrimenti non cominciamo neanche!
Altra cosa, con un po’ di coraggio, certo è un po’ spaventato quest’uomo che prima poteva capire che è successa una cosa ed è volontà di Dio e se ne faceva una ragione. Adesso che non può più dire è la volontà di Dio, ma è la volontà mia… cioè sono un bel pezzo di m***a. Allora a questo punto andare d’accordo con questo, fare i conti con la propria coscienza, per ogni errore che fai, non puoi più pensare è il demonio che si è imposessato di me e mi ha fatto fare quelle cose lì. Beh insomma pensare che invece il demonio, questa parte così schifosa e brutta e terrificante è una parte di te, beh non è una cosa che fa molto piacere. Questa però è una consapevolezza che devi avere perché è così! E a quel punto quando capisci che è così, cercherai di tenere sotto controllo il demonio che hai dentro, perché il nemico più grosso che hai è dentro di te, poi dico in un’altra parte della canzone che se non ti difendi da te è dura… o all’inizio che dico… "nonostante che lo so tutte le volte mi faccio sfottere da me!" "Non sono capace di difendermi da me!" E poi però ti dico: "Ehi vivere non è facile," come dire… "ohè ragazzi… perdoniamoci anche un po’ perché vivere non è facile!"
Quest’uomo qui che prende coscienza di questo, stabilisce il concetto che il primo comandamento è: AVERE RISPETTO PER SE STESSI! Sembra una cretinata. Mi è venuta in mente l’altra notte: Io non ho mai avuto rispetto per me. E non ce l’avrò neanche mai!

martedì 22 marzo 2011

I compagni come strumenti di cambiamento e di crescita


A volte, lungo la strada della vita, il grande Universo ci manda Amici, amori e persone cje finiscono per essere i nostri migliori insegnanti. Potranno non dirci sempre cose gentili, ma il più delle volte nemmeno loro sono perfetti: stanno crescendo come noi. Hanno le loro opinioni e a volte ci fanno da specchi (lo fanno sempre, ma a volte in modo più evidente n.d.r.), mentre con loro facciamo il nostro percorso nel mondo. Alcuni di questi compagni permanenti sono i nostri fratelli, altri sono i nostri genitori e altrii nostri figli. Genitori, fratelli e figli possono essere le nostre ancore nella tempesta, specialmente se avete saputo costruire un buon rapporto con loro.
Gli amori con cui abbiamo saputo creare una relazione profonda e durevole sapranno aver cura di noi quando siamo scossi dalla furia degli elementi e quando gli altri ci hanno fatto del male, che sia stato in modo intenzionale o no: queste persone potranno agire da guaritori (se noi glielo permettiamo n.d.r.) e qualche volta da rifugio sicuro in cui fare una breve sosta per riposare e meditare sulla bontà della vita e degli amici e poi riprendere con vigore energia e forza.

Essere innamorati è una cosa meravigliosa e avere qualcuno che ci ama si riflette anche sul campo elettrico che ci circonda. L'amore che viene dai loro cuori e dai loro pensieri tende a guarire il nostro corpo e libera tutte le tossine che si sono accumulate anche a causa di chi ci ha odiato. A volte è semplicemente bello essere in compagnia di un amico, un innamorato, un marito o una moglie che ha davvero a cuore il meglio per noi e stare seduti insieme a guardare il tramonto.
A volte non è necessario dire niente alle persone che si amano: la loro sola presenza, i sentimenti, le speranze, i sogni e le preghiere che ci dedicano sono tutto quello di cui abbiamo bisogno per sentirci guariti e accuditi!
(Essere circondati da persone così dipende solo ed esclusivamente da noi n.d.r)

Tratto da  "Il senso non comune della vita" di Mel Gill


Il Senso non Comune della Vita
Versione nuova
Da non perdere
Prezzo € 18,50

domenica 20 marzo 2011

Finalmente.........


Siamo felici di presentare la nostra nuova collana AMOREbook, preziose perle che ci indirizzeranno ad inquadrare e risolvere velocemente quegli atteggiamenti e credenze che ci avvelenano la vita. Un modo rapido, concentrato ed economico per riposizionare la nostra attenzione sul Meglio per noi e per chi ci vive accanto.
Spesso a causa di inconsce tossine psichiche inquiniamo prima la nostra mente, poi il nostro corpo fisico e scelleratamente il mondo intero. Siamo un unico organismo col tutto e ogni vibrazione non corretta contribuisce, come ormai sappiamo bene, a condizionare il benessere e la stabilità generale. La nostra energia indurita e afflitta da continui fatti emotivi mal vissuti e male interpretati viene male usata sia nei nostri confronti che in quelli dell'intero pianeta.


Con questi mini-ebook, concentrati e di semplicissima consultazione, potremmo disporre di utilissimi manuali di pronto soccorso per sanare e riallineare le aree che ogni momento sporcano la nostra energia. Le destabilizzazioni che quotidianamente subiamo in questo auto sabotamento continuo ci impediscono l'avvicinamento innanzitutto alla Pace interiore e creano un vero e proprio blocco di accesso alla zona zero limiti, la Zona Miracolo, quella in comunione col Divino.
Ci sono una serie di emozioni che l'essere umano, condotto dal proprio miope ego, mette in atto in modo assolutamente inconsapevole dell'azione depotenziante personale e collettiva che sta generando. Questo quando non conosce o non focalizza la gestione corretta e Benefica su cui posizionarsi.
AMOREbook affronta e scioglie: i problemi e le sofferenze di amore (in ogni tipo di relazione), la malsana abitudine al lamento vittimistico, la consuetudine generale a giudicare (o pettegolare), il non capire quanto al contrario benedire (sempre e comunque) possa divenire il miracolo immediato e la letale tossicità del rancore che uccide letteralmente dentro e fuori di noi.
Questi sono i temi trattati e risolti (innanzitutto per noi e) per voi.
E come sempre avendo la comprensione di essere UNO se ogni tassello fa la sua parte avremo una risoluzione semplicemente agendo d'Amore in noi stessi, per l'intero pianeta e l'intero Tutto.

Il Tutto è Amore, Io sono il Tutto, Io Sono Amore
Agisci come se fossi Amore. Sempre!


 

Mini ebook per risolvere

ogni problema con l'AMORE

www.amorebook.com

sabato 19 marzo 2011

Un Universo morale (secondo chi)?



Ora che sappiamo che la nostra mente è incline a proporre pensieri automatico negativi, ci sarà chiaro che abbiamo bisogno di un parametro o di una serie di valori da utilizzare. Gli interrogativi che si presentano sono: quali valori dovrò usare? Quelli dei genitori, dei nonni, dei capi religiosi, degli insegnanti, dei mentori, del proprio marito o della propria moglie?
Non è necessario essere buoni per sentirsi bene. Per inquarare il fattore morale, consideriamo questa situazione: se nell'arco di una giornata incontriamo 40.000 persone, avremo 40.000 diverse visioni del mondo. Quando consideriamo quello che è giusto e quello che non lo è in base alle distorsioni, alle obliterazioni, al pensiero di ognuno e alle generalizzazioni che finora abbiamo applicato all'universo che ci circonda, personalmente uso una serie di criteri per giudicare il mio universo morale e per prendere decisioni  e vi invito a seguirlo. Ha superato la prova del tempo sia per i miei pazienti, sia per il mio uso personale quando si tratta di prendere decisioni, di dare priorità a ciò che deve essere fatto subito o di proprogare quello che può essere rinviato ad un momento sucessivo. Questa è la semplice guida che uso: di volta in volta stabilisco che cosa è utile e che cosa non lo è. Pertanto nel mio universo non c'è nessuna polarità bene-male, nè alcun'altra polarità: le uniche categorie che uso sono "utile" e "non utile". Mi domando se una particolare emozione, come la rabbia o la paura, in quella situazione sia utile o meno.
 Se devo affrontare un orso feroce nel suo ambiente naturale, la paura non è forse utile in quella situazione? Sicuramente sì, dal momento che scatena una reazione di fuga: l'orso è più grosso di me e uno scontro fisico non sarebbe un'opzione considerabile. La cosa utile da fare in quel momento sarebbe fuggire e io lo farei così velocemente da non sfiorare neppure il suolo con i piedi. Sfogare la propria rabbia su vostro marito o  su vostra moglie perchè ha accidentalmente bruciato la cena è utile o inutile? Dipende da voi: è utile se volete dimostrare di aver ragione, ma inutile se volete che il vostro partner cucini ancora per voi. E' qui che intervengono la saggezza e il vero buonsenso. Perciò comprendere quale forma di pensiero sia utile in un particolare frangente ci aiuta anche a decidere come agire o co-agire a seconda della situazione.Chi ha un problema o una relazione difficile e deve decidere se rimanere o no con una persona, potrà addirittura usare questo parametro per determinare cosa sia utile e cosa non lo sia. E' utile costruire un rapporto con questa persona? E' utile, ora che sono sposato, intrapprendere una relazione extraconiugale? E in questo caso la decisione avviene anche a livello di coppia. Entreranno in gioco il patto coniugale che si è stipulato e anche il proprio sistema di valori.  Potrà essere utile per riaccendere il proprio interesse sessuale per il partner, ma d'altro canto non lo è perchè al tempo stesso gli causerà sofferenza e forse distruggerà il matrimonio e separerà la famiglia.

Tratto da  "Il senso non comune della vita" di Mel Gill

Ama e fa ciò che vuoi... suggerisce S.Agostino!


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Gli Audiolibri

L'editoria in questi ultimi anni ha conosciuto improvvise accelerazioni, cambiamenti di rotta, nuovi scenari e possibilità….
Uno di questi aspetti ci sembra degno di particolare attenzione: l’audiolibro.
L'audiolibro non è una semplice lettura speculare del libro; in realtà le qualità e le caratteristiche di un libro vengono esaltate dalla lettura per un completamento sensioriale dell'opera scritta, sonoro, musicale, ambientale oltre che vocale. Nondimeno, in alcune situazioni, gli audiolibri offrono qualcosa che un libro tradizionale non può offrire.
Ecco quindi 5 buoni motivi per avvicinarci all'ascolto di un audiolibro:
  1. Compatibilità e fruibilità.
    Gli audiolibri da scaricare sono in formato mp3; è possibile leggerli con tutti i device che supportano questo formato: pc, lettori mp3, iPod, iPhone, smartphone, stereo ed anche in auto. Tramite le funzionalità di questi apparecchi è possibile saltare da un capitolo all'altro, aggiungere segnalibri, riprendere l'ascolto da dove si era interrotto e ritrovare facilmente parti di brano.
  2. Attenzione all'ambiente.
    Non necessitano di carta per la produzione e gli acquisti si svolgono direttamente online. Puoi riceverlo nella tua casella email, quindi non necessita di spedizione fisica con grande risparmio in termini di trasporto e imballaggio.
  3. Utilizzo dei tempi morti.
    Le nostre giornate sono sempre molto intense e ci lamentiamo di non avere tutto il tempo che vorremmo da dedicare alla lettura. L'audiolibro ti permette di ottimizzare i tempi. Immagina di ascoltare un libro motivazionale mentre ti rechi in auto da un cliente.
  4. Puoi “leggerli” al buio.
    Puoi ascoltare un audiolibro di notte con le cuffie, mentre il tuo partner dorme al tuo fianco, senza disturbarlo. Non hai bisogno di luci e puoi, ad esempio, utilizzarlo durante la passeggiata notturna con il cane.
  5. Garantiscono un esperienza multimediale.
    Un audiolibro non è la mera ri-lettura del testo. Spesso l'audio è arricchito da effetti e intonazioni efficaci, la registrazione è una vera interpretazione, tale da rendere l'esperienza di ascolto assai interessante.
Ascoltare un audiolibro è una moderna e appagante esperienza da provare che non sostituisce la lettura tradizionale ma la arricchisce di interessanti sfumature. 

Tratto da una comunicazione di Macrolibrarsi

mercoledì 16 marzo 2011

ERRORI DA EVITARE QUANDO SI VISUALIZZA

   
   
      
www.ipnosiprofondafacile.com

1.
PENSARE CHE MEDITARE SIA COMPLICATO E DI NON ESSERE CAPACI DI VISUALIZZARE.   
   
Tutti siamo in grado di visualizzare!   
Vedere “nero” non significa non visualizzare! La visualizzazione non  consiste nel vedere immagini con “gli occhi”, ma funziona come per i ricordi o i sogni ad occhi aperti: le immagini sono nella nostra mente, nelle  nostre sensazioni. Lo sforzo mentale produce un profondo schermo nero e nient’altro. Sono sicura che se ora ti chiedessi di pensare al tuo nuovo paio di jeans, o al tuo cane, o alla tua scrivania... le immagini ti apparirebbero chiarissime nella mente,  non certo davanti agli occhi  ☺   

2. 

PENSARE CHE SI DEBBANO “CACCIARE” I PENSIERI CHE NASCONO DURANTE LA MEDITAZIONE E CI DISTOLGONO DALLA FOCALIZZAZIONE DEL NOSTRO INTENTO.   
   
Non bisogna “combattere” con i pensieri che ci distraggono. Dobbiamo semplicemente prenderne atto, comprendere la nostra distrazione e riportare l’attenzione sulla meditazione o sulle parole della registrazione di autoipnosi che stiamo ascoltando.     Con il tempo e la pratica saremo in grado di riconoscere immediatamente questi pensieri estranei e ritrovare immediatamente la concentrazione.
3.
PRATICARE SENZA ENTUSIASMO, “PER FORZA”  
   
Pensare alla meditazione o all’ascolto delle registrazioni come ad un obbligo è controproducente, serve solo a sprecare energia. Praticare “per forza” non serve, meglio rimandare ad un altro momento o un altro giorno. “Saltare” una seduta non dà effetti negativi, né rende inefficaci le meditazioni precedenti. La meditazione, la visualizzazione e l’ascolto delle registrazioni devono essere una gioiosa necessità. Sono necessarie volontà e desiderio per ottenere effetti benefici e concreti.
   
4.
INTERROMPERE LA MEDITAZIONE IN CASO DI “DISAGIO”.  
   
La meditazione e l’autoipnosi permettono di arrivare al profondo di noi stessi e di far emergere dal subconscio pensieri di cui a volte non siamo consapevoli. Qualche volta questi pensieri e sensazioni potrebbero “non piacerci”, procurarci sensazioni di disagio. Per poter permettere all’autoipnosi di agire in maniera efficace  non dobbiamo spaventarci o  rifiutare le sensazioni che ci disturbano. Dobbiamo prenderne atto, accettarle ed esse scompariranno naturalmente, lasciando il posto a cambiamenti profondi e positivi.
   
5.
SCORAGGIARSI SE NON SI VEDONO RISULTATI  IMMEDIATI.   
   
Per alcuni gli effetti positivi dell’ascolto saranno immediati, o visibili dopo pochissime sedute. Per altri ci potrebbero volere settimane o addirittura mesi prima di ottenere successo. C’è chi è più ricettivo, o già consapevole.  C’è chi non si è mai avvicinato a certe pratiche, chi ha bisogno di scavare a fondo, chi deve lavorare molto sulle credenze limitanti. Bisogna praticare e continuare con fiducia.
6. 
PRATICARE LA MEDITAZIONE O L’ASCOLTO DELLE REGISTRAZIONI SALTUARIAMENTE.   

Per ottenere risultati ci vogliono costanza, metodo e fiducia.     L’ascolto deve diventare una sana e piacevole abitudine, da praticare ogni giorno se possibile.    Ricorrere alla meditazione o all’ascolto non deve essere un evento straordinario, a cui ricorrere solo nei momenti di necessità.  Più si predispone il subconscio alla ricezione di condizionamenti  positivi, più i risultati arriveranno,  positivi e rapidi.   
Tratto da : www.ipnosiprofondafacile.com
   

lunedì 14 marzo 2011

Non dire falsa testimonianza


“Non dire falsa testimonianaza”
Quand’ero piccolo credevo che questo comandamento vietava dire bugie. Crescendo ho imparato che certe bugie si possono dire: anzi si fa bene a dire una bugia, per esempio quando si vuole proteggere qualcuno di debole, o anche se stessi, o anche per proteggere un segreto nostro.
Ecco allora che mi sono inventato un altro comandamento, o meglio detto, ho tradotto questo comandamento in altre parole.
Quali?
Eccole: "Sii impeccabile con le parole".
Mi spiego, fate un momento di attenzione: la parola impeccabile viene dal latino e il prefisso mi significa senza. Impeccabile quindi significa senza peccato. E cosa è esattamente un peccato? Un peccato è un azione o una parola o anche un pensiero che facciamo contro di noi. Ogni cosa che diciamo, pensiamo o crediamo contro di noi è un peccato. Noi agiamo contro di noi quando ci giudichiamo o ci incolpiamo di qualcosa. Essere senza peccato è l’esatto opposto, significa non andare contro se stessi. Quando siamo impeccabili, ci prendiamo la responsabilità delle nostre azioni e delle nostre parole, ma senza biasimarci o giudicarci. La stessa cosa vale nei confronti del nostro prossimo. E noi abbiamo quel maledetto vizio che ci allontana da Dio- di peccare contro di noi e contro il
nostro prossimo e così pecchiamo contro Dio stesso.
Questo, care sorelle e fratelli, non vuole dire che non possiamo mai sbagliare con le nostre parole. No, significa che con le nostre parole non dobbiamo peccare, cioè non possiamo dire del male con le nostre parole. Ma quando è che facciamo del male con le nostre parole? Quando diciamo il falso contro qualcuno. Per questo una buonissima regola è quella di non parlare degli assenti.
- a meno che ne parliamo consapevolmente bene. Però è più facile parlare male del signor Rossi quando non è presente che parlare bene di lui.
Quando parliamo comunque dovremmo sempre fare molta attenzione, perché la parola è potentissima. La parola è uno degli strumenti più belli che Dio ci ha fatto, ma anche tra i più pericolosi.
Infatti un antico detto dice che uccide di più la penna – le parole scritte quindi- che la spada.
Il vangelo di Giovanni, parlando della creazione dell’universo dice: “In principio era il verbo e il verbo era con Dio e il verbo era Dio.
Attraverso la parola si esprime il pensiero creativo. Ogni cosa creata dall’essere umano è nata dalla parola, pensata, detta, scritta. La parola è lo strumento della magia. Un mago può fare un miracolo senza parola magica? No di certo , lo sanno anche i bambini piccoli.
Ma come una spada a doppio taglio, la parola può creare un sogno magnifico, oppure distruggere tutto. Un filo della lama è la parola usata male che crea l’inferno sulla terra, L’altro filo è la parola impeccabile che crea bellezza, amore e il paradiso in terra. Dipende da come usate la parola: vi renderà liberi o schiavi. Usata bene è magia, benedizione, usata male è maledizione, magia nera.
Il potere è così forte che una sola parola può cambiare una vita, oppure distruggere quella di milioni di persone.
La parola è come un seme: sia essa buona che cattiva, la parola per crescere ed avere effetto ha bisogno di un terreno fertile. Se voi date ascolto alle parole peccabili, brutte che dicono il male, allora questo seme velenoso crescerà dentro di voi e prenderà la vostra vita. Se sarete in grado di riconoscere le parole peccabili, le saprete isolare e nel vostro terreno non attecchiranno, come sono entrate da un
orecchio, le espellerete dall’altro.
In fondo ognuno di noi è un piccolo mago capace di imprigionare e ammaliare gli altri con i suoi incantesimi, oppure liberali.

Principalmente ci serviamo della parola per diffondere i nostri veleni che abbiamo dentro: ira, gelosi, invidia e odio. Fate attenzione quando sentite parlare male una persona di un’altra persona: le parole che escono dalla bocca sono come una spremuta. Dall’arancia esce spremuta d’arancia e da una persona esce quello che ha dentro di se! Quindi attenzione carissimi ai pettegolezzi! Possono essere veramente magia nera e può essere veleno puro. Il pettegolezzo è come un virus del computer: entra sotto false spoglie e diffondendosi ti può distruggere tutto il tuo computer. Ogni volta che qualcuno vi racconta un pettegolezzo ai danni di una persona è come lasciare entrare un virus nella vostra mente. In poco tempo questo virus può uccidere una persona.
Ricordiamoci di un momento in cui eravamo arrabbiati con qualcuno. Per vendicarci abbiamo detto qualcosa a quella persona - o a proposito di quella persona- con intenzione di farle del male. Le voci poi si diffondono ed ecco che il signor Rossi è un traditore, la signora Bianchi è una ladra, ecc. ecc. Non ci avete mai pensato a quanto danno possiamo causare con la nostra parola peccabile?
Un genitore che dice ad un figlio: “Sei scemo, non imparerai mai!” ebbene quel ragazzo crescerà convinto di essere scemo e diventerà un adulto incapace di prendersi le sue responsabilità e di accettare
le sfide della vita.
Chiediamo al Signore di essere impeccabili con le nostre parole

ALBERTO POOL VDM
AMEN

domenica 13 marzo 2011

"Vi racconto come il pensiero può farvi ammalare o guarire" di Stefano Lorenzetto



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Enzo Soresi, tisiologo, anatomopatologo, oncologo, già primario di pneumologia al Niguarda di Milano. Nel libro "Il cervello anarchico" racconta casi di persone uccise dallo stress o salvate dallo choc carismatico della fede.

Dopo una vita passata a dissezionare cadaveri, a curare tumori polmonari, a combattere tubercolosi, bronchiti croniche, asme, danni da fumo, il professor Enzo Soresi, 70 anni,  ha finalmente individuato con certezza l’epicentro di tutte le malattie: il cervello. Negli ultimi dieci anni, cioè da quando ha lasciato l’ospedale per dedicarsi alla libera professione e tuffarsi con l’entusiasmo del neofita negli studi di neurobiologia, ha maturato la convinzione che sia proprio qui, nell’encefalo, l’interruttore in grado di accendere e spegnere le patologie non solo psichiche ma anche fisiche.

C’era già arrivato per intuizione il filosofo ateniese Antifonte, avversario di Socrate, nel V secolo avanti Cristo: «In tutti gli uomini è la mente che dirige il corpo verso la salute o verso la malattia, come verso tutto il resto». Soresi c’è arrivato dopo aver visto gente ammalarsi o guarire con la sola forza del pensiero. 
Primo caso: «Ho in cura una signora di Milano il cui marito, integerrimo commercialista, la sera andava a bucare le gomme delle auto. Per il dispiacere s’è ammalata di tubercolosi. Io lo chiamo danno biologico primario». 
Secondo caso: «Un agricoltore sessantenne con melanoma metastatico incontrò Madre Teresa di Calcutta, ricevette in dono un’immaginetta sacra e guarì. Io lo chiamo shock carismatico». Il professore ha dato una spiegazione scientifica al miracolo: «Il melanoma è un tumore che viene identificato dagli anticorpi dell’organismo, tant’è vero che si sta studiando da 30 anni un vaccino specifico. Non riusciamo a controllarlo solo perché l’antigene tumorale è talmente aggressivo da paralizzare il sistema immunitario. Nel caso del contadino ha funzionato una combinazione di fattori: aspettativa fideistica, strutture cerebrali arcaiche, Madre Teresa, consegna del santino. Risultato: il suo organismo ha sprigionato fiumi di interferoni e interleuchine che hanno attivato gli anticorpi e fatto fuori il cancro».
Come Soresi illustra nel libro Il cervello anarchico (Frontiere), già ristampato quattro volte, la nostra salute dipende da un network formato da sistema endocrino, sistema immunitario e sistema nervoso centrale.

"Io e lei siamo due esperimenti biologici che datano 4 miliardi di anni. Io sono più riuscito di lei. Perciò nego la vecchiaia. Non c’è limite alla plasticità cerebrale, non c’è limite alla neurogenesi. Esiste un flusso continuo di cellule staminali prodotte dal cervello: chi non le utilizza, le perde. Le premesse della longevità sono due: camminare 40 minuti tre volte la settimana - altrimenti si blocca il ricambio delle cellule e non si libera un fattore di accrescimento, il Bdnf, che nutre il cervello - e studiare».

Secondo il medico-scrittore, è questa la strada per allungare la vita di 10 anni. «Quando ci impegniamo a leggere o a compilare le parole crociate, le staminali vengono catturate dalla zona dell’encefalo interessata a queste attività. Se io oggi sottopongo la sua testa a una scintigrafia e poi lei si mette a studiare il cinese, fra tre anni in un’altra scintigrafia vedrò le nuove mappe cerebrali che si sono create per immagazzinare questa lingua. Prenda i tassisti di Londra: hanno un ippocampo più grande perché mettono in memoria la carta topografica di una città che si estende per 6 miglia».

Il professor Soresi è cresciuto in mezzo alle lastre: suo padre Gino, tisiologo, combatteva la Tbc nel sanatorio Vialba di Milano, oggi ospedale Sacco. Si considera un tuttologo, al massimo un buon internista, che ha scoperto l’importanza della neurobiologia studiando il microcitoma. «È un tumore polmonare che ha la caratteristica di esordire con sindromi paraneoplastiche, cioè con malattie che non c’entrano nulla col cancro: artrite reumatoide, tiroidite autoimmune, sclerodermia, reumatismo articolare. È una neoplasia che nel 100% dei casi scompare con quattro cicli di chemioterapia. Eppure uccide lo stesso nel giro di sei mesi. Era diventato la mia ossessione: non riuscire a guarire una cosa che sparisce».
Com’è possibile?
«Ci ho scritto 100 lavori scientifici e ci ho messo 30 anni a capirlo: perché il microcitoma ha una struttura neuroendocrina. La massa nel polmone scompare, ma si espande con metastasi ovunque. Ne ho concluso che la medicina non è una vera scienza. Tuttalpiù una scienza in progress».
Diciamo una scienza inesatta.

«Sto aspettando di diventare nonno. Il tubo neurale della mia nipotina ha cominciato a svilupparsi dal secondo mese di gravidanza. Alla nascita il cervello non sarà ancora programmato, bensì in fase evolutiva. L’interazione con l’ambiente lo strutturerà. Ora facciamo l’ipotesi che un neonato abbia la cataratta: se non viene operato entro tre mesi, i neuroni specifici della vista non si attivano e quel bimbo non vedrà bene per il resto della vita. Oppure poniamo che la madre sia ansiosa e stressata, il padre ubriacone e manesco: lei capisce bene che i segnali ricevuti dal neonato sono ben diversi da quelli che sarebbero auspicabili. E questo vale fino al terzo anno di vita, quando nasce il linguaggio, che attiva la coscienza del sé, e la persona assume una sua identità. Di questi primi tre anni d’inconsapevolezza non sappiamo nulla, è una memoria implicita, un mondo sommerso al quale nessuno ha accesso, neanche l’interessato, neppure con la psicoanalisi. Ma sono i tre anni che ci fanno muovere».

Ippocrate aveva definito il cervello come una ghiandola mammaria.
«Aveva còlto la funzione secretiva di un organo endocrino che non produce solo i neurotrasmettitori cerebrali - la serotonina, la dopamina, le endorfine - ma anche le citochine, cioè la chiave di volta dei tre sistemi che formano il network della vita. Lei sa che cosa sono le citochine?».
Sì e no.
«Sono 4 interferoni, che aiutano le cellule a resistere agli attacchi di virus, batteri, tumori e parassiti, e 39 interleuchine, ognuna con una funzione specifica. Se sono allegro e creativo libero citochine che mi fanno bene, se sono arrabbiato e abulico mi bombardo di citochine flogogene, che producono processi infiammatori. Ecco perché il futuro della medicina è tutto nel cervello. Le faccio un esempio di come il cervello da solo può curare una patologia?».

La ascolto.

«Avevo un paziente affetto da asma, ossessivo nel riferire i sintomi. Più gli davo terapie, più peggiorava. Torna dopo tre mesi: “Sono guarito”. Gli dico: senta, non abbassi la guardia, perché dall’asma non si guarisce. “No, no”, risponde lui, “avevo il malocchio e una fattucchiera del mio paese me l’ha tolto infilandomi gli spilloni nel materasso”. La manderei da un esperto in malocchi, replico io. E riesco a spedirlo dallo psichiatra Tullio Gasperoni. Il quale accerta che il paziente era in delirio psicotico. Conclusione: da delirante stava bene, da presunto normale gli tornava l’asma».
Effetto placebo degli spilloni.
«Paragonabile a quello dei finti farmaci. L’effetto placebo arriva a rispondere fino al 60% nel far scomparire un sintomo. Noi medici non possiamo sfruttarlo, altrimenti diventerebbe un inganno. Ma esiste anche l’effetto nocebo».
Esemplifichi.
«Donna di altissimo livello culturale, fumatrice accanita. Il marito, un imprenditore fratello di un noto politico, la tradiva sfrontatamente con una giovane amante. Quando la informai che aveva un tumore polmonare, mi raggelò: “Non m’interessa. L’importante è che lo dica a mio marito”. Cosa che feci, anche in maniera piuttosto teatrale. Lui scoppiò a piangere, lei sfoderò un sorriso trionfale. È evidente che due anni di stress violento avevano provocato nella donna un abbassamento delle difese immunitarie. Almeno morì contenta, sei mesi dopo.
Vuole un altro esempio? Una cara amica con bronchiettasie bilaterali. Antibiotici su antibiotici. Qual era il movente? Non andava più d’accordo col marito. Per due anni non la vedo. La cerco al telefono: “Enzo, mi sono separata, vado in chiesa tutte le mattine, sto bene”. L’assetto psichico stabilizzato le ha consentito di ritrovare la salute. Continuo?».

Prego.
«Colf di 55 anni, origine salernitana, tradizionalista. Mai un giorno di malattia. La figlia le dice: “Vado in Inghilterra a fare la cameriera”. Stress di 10 giorni, ginocchio gonfio così. La lastra evidenzia un’artrosi della tibia: non s’era mai attivata, ma al momento del disagio mentale è esplosa. C’è voluto un intervento chirurgico».
Nel libro Il cervello anarchico (Frontiere) lei riferisce di sogni premonitori.
«Sì. Viene da me uno psichiatra milanese, forte fumatore, con dolori scheletrici bestiali. Mi racconta d’aver sognato la sua tomba con la data della morte sulla lapide. Lastra e Tac negative. Era un tumore polmonare occulto, con metastasi ossee diffuse. Morì esattamente nel giorno che aveva sognato. Del resto lo psicoanalista Carl Gustav Jung mentre dormiva avvertì un forte colpo alla nuca, dopodiché gli apparve in sogno un amico che gli disse: “Mi sono sparato. Ho lasciato il testamento nel secondo scaffale della libreria”. L’indomani andò a casa dell’amico: s’era suicidato e la busta era nel posto indicato».
I miracoli secondo lei che cosa sono? Eventi soprannaturali o costruzioni del cervello?
«Io sono per un pensiero laico. Credo nella forza della parola. Se noi due ci parliamo, piano piano modifichiamo il nostro assetto biologico, perché la parola è un farmaco, la relazione è un farmaco. Di sicuro credere fa bene. Un gioielliere milanese mi portò la madre, colpita da metastasi epatiche. Potei prescriverle soltanto la morfina per attenuare il dolore. La compagna brasiliana di quest’uomo si chiama Maria di Lourdes e ha una sorella monaca in una congregazione religiosa che nella foresta amazzonica prega a distanza per le guarigioni. Maria di Lourdes telefonò al suo uomo dal Brasile: “Di’ alla mamma che le suore pregheranno per lei all’ora X del giorno X”. Da quel preciso istante la paziente oncologica, che prima urlava per il dolore, non soffrì più».
Come si mantiene in buona salute il cervello?
«Ho un cugino architetto, mio coetaneo, che sembrava un rottame. S’è iscritto all’università della terza età, ha preso passione per la lingua egiziana, tutti i giorni sta cinque ore davanti al computer, ha già tradotto quattro libri in italiano dall’egiziano. È ringiovanito, ha cambiato faccia».
Sappiamo tutto del cervello?

«Nooo! Sul piano anatomico e biologico sappiamo intorno al 70%. Ma sulla coscienza? Qui si apre il mondo. Lei calcoli che ogni anno vengono pubblicati 25.000 lavori scientifici di neurobiologia».
Allora come fa una legge dello Stato a dichiarare morto un organo che per il 30% ci è ignoto e della cui coscienza sappiamo poco, forse nulla?
«Siccome si muove per stimoli elettrici, nel momento in cui l’elettroencefalogramma risulta muto significa che il cervello non è più attivo».
Ma lei che cosa pensa della morte cerebrale?

«Mi fermo... Però ha ragione, ha ragione lei a essere così attento alla dichiarazione di morte. Nello stesso tempo c’è un momento in cui comunque bisogna dichiarare la morte di un individuo dal punto di vista biologico».
Prima del 1975 dichiaravate la morte quando il cuore si fermava, l’alito non appannava più lo specchio, il corpo s’irrigidiva.
«Eh, lo so... La morte cerebrale consente di recuperare gli organi per i trapianti».

Ha mai sperimentato su di sé disagi psichici che hanno influenzato il suo stato di salute?
«Nel 1971 ho sofferto moltissimo per la morte di mia moglie Marisa, uccisa da un linfogranuloma a 33 anni. Devo tutto a lei. Era una pittrice figurativa che andò a studiare negli Stati Uniti appena sedicenne e indossava i jeans quando a Milano non si sapeva manco che esistessero. La malattia cambiò la sua arte. Cominciò a dipingere corpi sfilacciati, cuori gettati sopra le montagne. Fu irradiata in maniera scorretta da un grande radioterapista dell’epoca, per cui nell’ultimo anno di vita rimase paralizzata. Nostro figlio Nicolò, nato nel 1968, l’ho cresciuto io. Marisa mi ha lasciato un modello perfetto: un bambino che riesce a sopportare persino la perdita più straziante solo perché la mamma ha saputo far sviluppare armonicamente il suo cervello nei primi tre anni di vita».

stefano.lorenzetto@ilgiornale.it





 


Già pubblicato da  Angela Di Gregorio su  http://www.facebook.com




sabato 12 marzo 2011

Alcuni punti per orientare il pensiero di fronte alla catastrofe naturale dell'11 marzo 2011 in Giappone


1) Quello che è avvenuto ieri in Giappone non è qualitativamente diverso da quanto avviene ogni giorno in ogni parte del mondo, quando, per esempio, viene al mondo un bambino con una malattia genetica. Certo, le forze in gioco sono quantitativamente incommensurabili, ma tuttavia il terremoto-tzunami abbattutosi su quella giovane vita e sui suoi genitori è qualitativamente il medesimo del terremoto-tzunami grado 8.9 della scala Richter abbattutosi l’11.3.11 sul Giappone. È, in entrambi i casi, la vittoria del caos, del disordine, del disequilibrio.

2) Quello che è avvenuto ieri e sta avvenendo oggi con la messa in moto a livello mondiale della macchina degli aiuti non è qualitativamente diverso da quanto avviene ogni giorno, quando, per stare all’esempio, i genitori di un bambino nato con una grave malattia genetica si prendono amorevolmente cura di lui, e con loro la società nelle sue diverse forme, medici e infermieri, scuola e assistenti sociali, parrocchia e amici. È in entrambi i casi, la vittoria del logos, dell’ordine, dell’equilibrio.

3) Così la nostra vita procede tra caos e logos, tra disordine e ordine, tra entropia e neghentropia. Esiodo nella Teogonia (v. 116) scrive: “Primo fu Caos”; Giovanni nel Quarto Vangelo scrive: “In principio era il Logos”. Chi ha ragione? Entrambi. Se ci fosse solo caos, la vita non sarebbe sorta, saremmo ancora ai gas primordiali dell’inizio, idrogeno ed elio e nulla più, anzi forse neppure idrogeno ed elio perché anche loro per esserci vincono il caos con la loro struttura logica; se ci fosse solo caos, nessuno di fronte al terremoto-tzunami si metterebbe in gioco per aiutare gli altri. Ma se ci fosse solo logos, la vita sarebbe diversa: nessuna catastrofe, nessuna malattia genetica, nessuno scatenarsi di forze senza volto avverrebbe mai, le forze caotiche della natura sarebbero sempre domate dalla signoria del logos.

4) Caos + logos, invece, si danno insieme, ogni manifestazione della vita è una miscela di queste due dimensioni, con il prevalere ora di una, ora dell’altra. Il loro incontro produce la vera, ultima dimensione della realtà, cioè il lavoro, l’azione. Goethe ha visto benissimo quando nel Faust scelse di tradurre il greco del Quarto Vangelo, "En arché en ho logos", con “Im Anfang war die Tat”, “In principio era l’Azione”. L’azione è esattamente ciò che scaturisce dall’incontro tra logos e caos. Se fosse solo una delle due dimensioni a prevalere non ci sarebbe azione.

5) Se il caos fosse la dimensione ultima alla quale consegnare la nostra più preziosa energia, nessuno sentirebbe l’impulso ad arginarlo, a domarlo mediante il logos. L’azione, cioè la lotta del logos contro il caos, a mio avviso dimostra che il nostro orizzonte finale è il logos, l’armonia, il bene. Tutta l’impresa umana nella sua più alta significatività è lotta contro il caos, è esattamente quanto scrive Esiodo, “teogonia”, cioè generazione del divino, nascita della divina armonia dentro di noi per immetterla, così come riusciamo, anche fuori di noi, soprattutto quando ce n’è un estremo bisogno come in queste ore in Giappone.

Vito Mancuso

Pubblicato qui: http://www.facebook.com/home.php#!/notes/vito-mancuso/alcuni-punti-per-orientare-il-pensiero-di-fronte-alla-catastrofe-naturale-dell11/188018217907020

venerdì 4 marzo 2011

LA PARABOLA DEL RANOCCHIO

LEZIONE
DI VITA N. 1 ...

C’era una volta una gara
di ranocchi

L’obiettivo era arrivare in cima a una
gran torre.

Si radunò molta gente per vedere e fare il tifo per loro

Cominciò la gara
In realtà, la gente probabilmente
non credeva possibile che i
ranocchi raggiungessero la cima,
e tutto quello che si ascoltava
erano frasi tipo:
"Che pena !!!
Non ce la faranno mai!"

I ranocchi cominciarono a desistere,
tranne uno che continuava a cercare di
raggiungere la cima
La gente continuava :
"... Che pena !!!
Non ce la faranno mai!..."

E i ranocchi si stavano dando per vinti
tranne il solito ranocchio testardo che
continuava ad insistere.

Alla fine, tutti desistettero
tranne quel ranocchio che, solo e
con grande sforzo, raggiunse alla
fine la cima.

Gli altri volevano sapere
come avesse fatto.
Uno degli altri ranocchi si avvicinò per
chiedergli come avesse fatto a
concludere la prova.
E scoprirono che...
era sordo!

...Non ascoltare le persone con la
pessima abitudine di essere negative...
DERUBANO LE MIGLIORI
SPERANZE DEL TUO CUORE!

Ricorda sempre il potere che hanno le
parole che ascolti o leggi.
Per cui, preoccupati di essere
sempre
POSITIVO!

Riassumendo :
Sii sempre sordo quando qualcuno
ti dice che non puoi realizzare
i tuoi sogni.
STATEMI BENE!

Da una mail che gira in rete