lunedì 14 marzo 2011

Non dire falsa testimonianza


“Non dire falsa testimonianaza”
Quand’ero piccolo credevo che questo comandamento vietava dire bugie. Crescendo ho imparato che certe bugie si possono dire: anzi si fa bene a dire una bugia, per esempio quando si vuole proteggere qualcuno di debole, o anche se stessi, o anche per proteggere un segreto nostro.
Ecco allora che mi sono inventato un altro comandamento, o meglio detto, ho tradotto questo comandamento in altre parole.
Quali?
Eccole: "Sii impeccabile con le parole".
Mi spiego, fate un momento di attenzione: la parola impeccabile viene dal latino e il prefisso mi significa senza. Impeccabile quindi significa senza peccato. E cosa è esattamente un peccato? Un peccato è un azione o una parola o anche un pensiero che facciamo contro di noi. Ogni cosa che diciamo, pensiamo o crediamo contro di noi è un peccato. Noi agiamo contro di noi quando ci giudichiamo o ci incolpiamo di qualcosa. Essere senza peccato è l’esatto opposto, significa non andare contro se stessi. Quando siamo impeccabili, ci prendiamo la responsabilità delle nostre azioni e delle nostre parole, ma senza biasimarci o giudicarci. La stessa cosa vale nei confronti del nostro prossimo. E noi abbiamo quel maledetto vizio che ci allontana da Dio- di peccare contro di noi e contro il
nostro prossimo e così pecchiamo contro Dio stesso.
Questo, care sorelle e fratelli, non vuole dire che non possiamo mai sbagliare con le nostre parole. No, significa che con le nostre parole non dobbiamo peccare, cioè non possiamo dire del male con le nostre parole. Ma quando è che facciamo del male con le nostre parole? Quando diciamo il falso contro qualcuno. Per questo una buonissima regola è quella di non parlare degli assenti.
- a meno che ne parliamo consapevolmente bene. Però è più facile parlare male del signor Rossi quando non è presente che parlare bene di lui.
Quando parliamo comunque dovremmo sempre fare molta attenzione, perché la parola è potentissima. La parola è uno degli strumenti più belli che Dio ci ha fatto, ma anche tra i più pericolosi.
Infatti un antico detto dice che uccide di più la penna – le parole scritte quindi- che la spada.
Il vangelo di Giovanni, parlando della creazione dell’universo dice: “In principio era il verbo e il verbo era con Dio e il verbo era Dio.
Attraverso la parola si esprime il pensiero creativo. Ogni cosa creata dall’essere umano è nata dalla parola, pensata, detta, scritta. La parola è lo strumento della magia. Un mago può fare un miracolo senza parola magica? No di certo , lo sanno anche i bambini piccoli.
Ma come una spada a doppio taglio, la parola può creare un sogno magnifico, oppure distruggere tutto. Un filo della lama è la parola usata male che crea l’inferno sulla terra, L’altro filo è la parola impeccabile che crea bellezza, amore e il paradiso in terra. Dipende da come usate la parola: vi renderà liberi o schiavi. Usata bene è magia, benedizione, usata male è maledizione, magia nera.
Il potere è così forte che una sola parola può cambiare una vita, oppure distruggere quella di milioni di persone.
La parola è come un seme: sia essa buona che cattiva, la parola per crescere ed avere effetto ha bisogno di un terreno fertile. Se voi date ascolto alle parole peccabili, brutte che dicono il male, allora questo seme velenoso crescerà dentro di voi e prenderà la vostra vita. Se sarete in grado di riconoscere le parole peccabili, le saprete isolare e nel vostro terreno non attecchiranno, come sono entrate da un
orecchio, le espellerete dall’altro.
In fondo ognuno di noi è un piccolo mago capace di imprigionare e ammaliare gli altri con i suoi incantesimi, oppure liberali.

Principalmente ci serviamo della parola per diffondere i nostri veleni che abbiamo dentro: ira, gelosi, invidia e odio. Fate attenzione quando sentite parlare male una persona di un’altra persona: le parole che escono dalla bocca sono come una spremuta. Dall’arancia esce spremuta d’arancia e da una persona esce quello che ha dentro di se! Quindi attenzione carissimi ai pettegolezzi! Possono essere veramente magia nera e può essere veleno puro. Il pettegolezzo è come un virus del computer: entra sotto false spoglie e diffondendosi ti può distruggere tutto il tuo computer. Ogni volta che qualcuno vi racconta un pettegolezzo ai danni di una persona è come lasciare entrare un virus nella vostra mente. In poco tempo questo virus può uccidere una persona.
Ricordiamoci di un momento in cui eravamo arrabbiati con qualcuno. Per vendicarci abbiamo detto qualcosa a quella persona - o a proposito di quella persona- con intenzione di farle del male. Le voci poi si diffondono ed ecco che il signor Rossi è un traditore, la signora Bianchi è una ladra, ecc. ecc. Non ci avete mai pensato a quanto danno possiamo causare con la nostra parola peccabile?
Un genitore che dice ad un figlio: “Sei scemo, non imparerai mai!” ebbene quel ragazzo crescerà convinto di essere scemo e diventerà un adulto incapace di prendersi le sue responsabilità e di accettare
le sfide della vita.
Chiediamo al Signore di essere impeccabili con le nostre parole

ALBERTO POOL VDM
AMEN

7 commenti:

  1. Sono convinto di quello che dici, ma poi mi è difficile metterlo in pratica

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  2. Dire 'è difficile' crea una realtà difficile. Per favore cominciamo da queste piccole cose.

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  3. magia della sincronicità..proprio ieri scrivevo al mio gruppo la pietra di paragone su F.B. di questo argomento..invitando i partecipanti a evitare l'uso delle parolacce e evitare di scegliere link che li contengono. per coloro che desiderano ' toccare con gli occhi ' gli effetti delle brutte parole possono vedere le immagini sul sito di Masaru Emoto ! Ho trovato l'articolo molto interessante soprattutto la parte che riguarda l'origine etimologica che ci dice molto sul reale significato delle parole che usiamo e che il più delle volte contrasta con il significato corrente.
    Per elimare più velocemente un vizio o abitudine limitante io abitualmente comincio con il benedire con amore l'elemento che rappresenta il vizio ( per esempio le sigarette per il fumo ) e FUNZIONA ! GRAZIE Giò Un abbraccio grande ! Claudia Mancini

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  4. Quoto in pieno! Grazie infinite, Vi Amo!! <3
    Peccare, fra l'altro, letteralmente in origine significava semplicemente "mancare il bersaglio"; questo è il motivo per cui un arciere nell'antichità quando sbagliava mira diceva "ho peccato"! :)

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  5. ...e far notare a chi ti ha ferito o danneggiato con le parole,che il suo è stato un comportamento scorretto,rientra nella normalità vero?,ma questi poi pur di non ammettere si piazzano sull'offensiva e ti fanno crepare. A questo punto che faccio?
    porgo veramente l'altra guancia?

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  6. La base di tutto sta nel fatto che ognuno di noi è responsabile al 100% di ciò che gli accade e gli altri entrano nella nostra vita solo con lo scopo di permetterci di comprendere qualcosa di noi e ciò che fanno lo fanno perchè noi nella nostra interiorità glielo abbiamo permesso e chiesto.
    Quindi la risposta alla domanda "far notare a chi ti ha ferito o danneggiato con le parole,che il suo è stato un comportamento scorretto,rientra nella normalità vero?" è sì è normale da un punto di vista razionale, ma alquanto improduttivo e a volte addirittura controproducente da un punto di vista energetico!
    "ma questi poi pur di non ammettere si piazzano sull'offensiva e ti fanno crepare." significa semplicemente che tu non hai modificato il tuo aspetto che ha attirato questi comportamenti e quindi il sistema energetico universale insiste sempre sullo stesso tasto finchè non capirai! "A questo punto che faccio? porgo veramente l'altra guancia?" non solo a questo punto, ma avresti dovuto farlo fin dall'inizio, senza nemmeno stare a spiegare "a chi ti ha ferito o danneggiato con le parole,che il suo è stato un comportamento scorretto" E il porgere l'altra guancia, il perdonare, il benedire chi ci ferisce, non serve tanto per far del bene generosamente a loro, ma piuttosto per trasmutare l'energia negativa di cui ci impregnamo percependo questi danni da parte degli altri in efficace e produttiva energia positiva per noi stessi! In modo da spezzare quel circolo vizioso che "costringe" l'Universo a battere sempre sulla stessa nota dolente!
    Perdonare, benedire, ringraziare, in sintesi porgere l'altra guancia, non è un comportamento da santi... è da furbi!

    Smack Giò

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