venerdì 8 aprile 2011

Metodi pratici per cambiare il corso della fortuna

La "fortuna" è in larga parte il risultato del saper agire opportunamente. Quando siamo passivi, non ci assumiamo sufficiente responsabilità delle nostre cose e diventiamo vittime di ogni tipo di "sfortuna". Se consentiamo a noi stessi di accettare questo tipo di "sfortuna", normalmente ci sono dei motivi. Potremmo aver paura di non potere o di non dover passare all'azione e qualcuno potrà anche avere delle remore inconsce. Alcuni tendono ad incolpare la società per quello che nella loro vita non funziona. E' evidente che la società ha contribuito a creare la tossicodipedenza, l'alcolismo, l'emarginazione, ma incolpare gli altri ci distoglie dal guardare dentro di noi e dall'affrontare la nostra responsabilità di quanto accade. Inoltre promuove anche la passività. Se continuiamo a portare con noi le nostre recriminazioni dell'infanzia, finiremo per sentirci sopraffatti dalla nostra sfortuna, giacchè è tutta colpa dei nostri genitori. Per esempio, non cercheremo mai di migliorare il nostro mondo, che la colpa sia degli altri oppure no. Sta solo a noi prenderci carico meglio che possiamo della nostra vita e portarla avanti.  La mia convinzione è che, una volta riconosciuto il nostro ruolo nel creare situazioni tutt'altro che perfette, sapremo apportare dei cambiamenti e sarà allora che le cose cominceranno a migliorare. Quanto a sorte, destino e fortuna, tutti noi abbiamo ricevuto determinate risorse, capacità e incapacità. Quello che siamo capaci di fare con quello che abbiamo a disposizione determina la nostra "fortuna". "La colpa" come dice shakespeare " non è nelle stelle, ma in noi stessi". Più agiamo per cambiare la nostra sorte, più ce ne assumiamo la responsabilità e più ci sentiamo sicuri. Nell'attimo stesso in cui facciamo qualcosa di positivo, ci sentiamo subito bene, e siamo meno arrabbiati.
Segnali di ogni tipo ci aiuteranno  a capire quando lasciar andare una situazione o un ciclo di attività negative. La ripetizione è un campanello di allarme: un segnale che è necessario attuare un cambiamento. L'accumulo di risultati negativi ci porta spesso a concludere che abbiamo sfortuna nella scelta del partner, nel lavoro, nella scelta degli amici e in mille altre cose della vita. Se individuate uno schema di circostanze che si ripetono e ogni volta finiscono male, è necessario che vi chiediate." Qual'è il mio ruolo in tutto questo?" In realtà dovrete munirvi della necessaria autocritica. Uno degli aspetti peculiari dell'autocritica è essere capaci di valutare le nostre relazioni personali.
 Forse avete amici pieni di problemi che sono emotivamente dipendenti e si appoggiano pesantemente a voi e questo rappresenta un grosso aggravio emozionale.
Dovreste perciò esaminare le vostre giustificazioni per tutto quel tempo sprecato con persone emotivamente dipendenti. Che csa ci attira in queste situazioni? Spesso si viene completamente assorbiti dai problemi degli amici perchè è ciò che si desidera: è un modo per impedirsi di fare cose più difficili o per non affrontare i problemi propri. E' possibile prendersi cura degli altri senza lasciare che si approprino di tutte le nostre energie disponibili. Una sola piccola impresa di cambiamento di focus promuoverà nuove sensazioni di piacere e di sicurezza perchè sarete contenti di voi stessi per esservene occupati. Fare piccoli cambiamenti vi permette di apprezzarvi di più, e quando avrete più amore per voi stessi, incomincerete ad occuparvi di cose più utili per migliorare la vostra vita in tanti piccoli modi che potranno portare a grandi cambiamenti positivi. E questa ovviamente è "Fortuna"!

Tratto da:

Il Senso non Comune della Vita
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2 commenti:

  1. Grazie per questo bellissimo e utilissimo post GIO' tutto vero...
    il mio lavoro mi fa stare continuamente tra la gente malata (ospedale) e io ho imparato ad ascoltare e dirmi (cosa posso fare per cambiare questo?) e subito dopo pulisco,pulisco pulisco...! sento che dopo un po' sto di nuovo bene con il mio io, ognuno sceglie la propria strada, LORO A VOLTE ANCHE LA PROPRIA MORTE...capisco che io sono responsabile solo quando è con me che si sfogano della loro malattia (non tutti lo fanno)io cito sempre TI AMO MI DISPIACE TI PREGO PERDONAMI GRAZIE..è grazie a questo mantra che sono uscita dalla spirale infausta NELLA QUALE ERO PRECIPITATA che vivevo..e mi portava a pianti e paura..amo persino stare da sola perchè posso dedicare tutti i miei pensieri alle cose positive, e fare i miei amatissimi mantra ..sono sempre gioiosa..il primo pensiero appena mi alzo? DIO MI AMA! il secondo? SCUSA MI DISPIACE TI PREGO PERDONAMI GRAZIE! Il terzo? IO AMO I SOLDI I SOLDI AMANO ME, ...SOLDI VENITE DA ME GRAZIE....E I SOLDI NELLE MIE MANI SONO IN BUONE MANI IN OTTIME MANI!...per ripulire il mio inconscio...recito tutti i giorni la preghiera che HEW LEN citata nel librio zero limits..A PAG. 78! LA RECITO PER I MALATI DEL MIO REPARTO ED ORA NE MUOIONO MOLTI MA MOLTI DI MENO...LA RECITO PER ME STESSA, PER RIMETTERE IN ORDINE I RICORDI, E FAR SI CHE NON MI RECHINO PIU' ALCUN CONDIZIONAMENTO O DANNO E FUNZIONA DEVVERO...uandomanda GIO' a volte con gli amici e conoscenti ne parlo..ma non mi sento condizionata? crea danno questo? ne rimango davvero indifferente...mentra tanto tempo fà rischiavo emozione o pianto...! e quando gli altri mi raccontano dei loro guai..cos'altro devo fare? lavorando in un ospedale è inevitabile per me...ti prego dammi una via...!
    PACE AL DIVINO CHE è IN TE! MARIA RITA

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  2. Perdonami Maria Rita non capisco cosa significa "con gli amici e conoscenti ne parlo..ma non mi sento condizionata?"....

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