martedì 20 settembre 2011

Riflessioni sul senso della vita

La morte, come la nascita è l’attuale confine dell’esistenza umana e, proprio come la nascita, se avviene nei tempi previsti dalla natura, è un evento altamente positivo. Morire, come io desidero a 99 anni, quando l’energia vitale, come la cera di una candela, si è del tutto consumata, è un evento non solo desiderabile, ma amico. Ecco una delle mie poesie sulla morte, una poesia dedicata alla vita:

Alla Vita
E se tu mi sarai vicina
Accoglierò con gentilezza
anche la morte se mai verrà,
come un amico che torna,
affrendole uno sguardo
di stupore che a lei tanto piace.

Spesso invece le persone confondono la morte con l’interruzione dell’esistenza e hanno ragione di temerla perché un conto è morire al confine estremo della vita un conto è morire anzitempo.
Ma peggio che morire è essere condannati a non vivere, costretti cioè a lavorare otto dieci ore al giorno, a convivere con persone disamate, senza amici, non potendo neppure conoscere i propri figli, venire assaliti ogni giorno all’ora di pranzo da telegiornali che continuano a narrare di morti, omicidi, stupri, delinquenze e criminalità legalizzate. Obbligati cioè a solo esistere e a non vivere.

Silvano Agosti

 


1 commento:

  1. Maria Cristina G.Cagliari27 settembre 2011 22:00

    Grazieeee :-)
    Dancing:
    http://www.youtube.com/watch?v=kYDUXWwQcoI&feature=related

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