martedì 13 dicembre 2011

Lavorare su se stessi per cambiare il mondo


di Christian Boiron


La crisi economica e sociale in atto è una crisi di crescita. Anche l’uomo passa di crisi in crisi nel sua evoluzione personale: il cammino verso la felicità è un cammino che contiene diverse crisi, ad esempio anche il bambino attraversa crisi mediche e fisiche per crescere. 
Dunque le crisi finanziarie e politiche cosa significano? secondo me significano che diventiamo sempre più adulti a livello finanziario mondiale e a livello delle democrazie mondiali. È per questo motivo che nel mio libro “siamo tutti fatti per essere felici” ho proposto la fondazione degli stati uniti del Mondo, perché penso che sia tempo adesso di co- struirli, è una necessità, un dovere per la giustizia globale, per i diritti delle donne e dei bambini, per combattere la fame nel mondo, per la fine delle guerre. Abbiamo 100 anni per farlo e dobbiamo cominciare adesso.
Viviamo costantemente in uno stato di cambiamento. Le attitudini più importanti da sviluppare per contribuire in modo positivo sono l’accettazione del mondo per come è e l’accettazione di noi stessi e di come siamo fatti: questa è non solo la chiave della felicità individuale, ma è anche la chiave della felicità del mondo. Per cambiare dobbiamo tenere presente quello che chiamo il “paradosso dell’evoluzione”: se non accetto il mondo, partecipo alla crisi del mondo in maniera negativa, se invece accetto il mondo come è, partecipo al cambiamento positivo. Dunque dobbiamo accettare il mondo come è e lavorare su noi stessi per essere sempre più felici ed in condizioni di partecipare all’evoluzione del mondo stesso.
Per essere in grado di sviluppare la felicità è necessario prima di tutto capirne il meccanismo, che attualmente non è conosciuto. Ho svolto questo lavoro di ricerca e scritto il libro per far comprendere a tutti che la felicità non ha niente a che vedere con le cose che pensiamo generalmente. Tutti pensano di sapere cosa sia, invece di solito non sanno che cos’è. La felicità non ha niente a che vedere con il piacere, ha a che vedere con l’essere se stessi.
Il lavoro che dobbiamo svolgere è modificare il “programma” del no-stro computer interiore, che è generalmente un programma generato da altri, per inserire e far funzionare il nostro “programma” personale. Dobbiamo dunque lavorare sulla nostra filosofia di vita e metterla in pratica e togliere i condizionamenti cattivi che ci impediscono di essere noi stessi.



Tratto da "La Felicità nel cambiamentodi Marco Roveda e Ervin Laszlo

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