Carissima Giò,
dietro tuo
gentile invito, ti invio il racconto di alcuni avvenimenti da me vissuti negli
ultimi due anni, dove ho sperimentato, a mio avviso, come la vita possa
scivolare con garbo se manteniamo un atteggiamento proattivo e non reattivo di
fronte ai tanti "intoppi" che incontriamo nel nostro cammino
terrestre. Questi tre episodi afferiscono alla sfera materiale, ma ho testato
sul campo come tale atteggiamento possa validamente semplificare anche le
situazioni in ambito relazionale. Ho ancora tanto da lavorare, poiché la
questione denaro non è stata ancora risolta, nel senso che non ho ad oggi una
fonte di guadagno stabile; eppure se ci si abitua a non pretendere certezze
granitiche per stare bene ma si segue il flusso, di volta in volta le soluzioni
arrivano. Naturalmente la fiducia nella magnificenza dell'Universo è requisito
fondamentale così come il voler sempre cercare, prima delle soluzioni, gli
insegnamenti che ci arrivano con gli eventi e dunque vivere questi momenti come
occasioni per conoscersi e affinare la nostra innata ma spesso sepolta capacità
di ricevere. Voi, tu e la compagine Josaya intendo, state facendo veramente un
ottimo lavoro per portare serenità alle persone, sempre attenti nell'elaborare
pensieri, azioni e modalità che abbiano come cardine il rispetto e l'Amore, e
aperti a tutto ciò che possa apportare nuova linfa alla vostra attività
(missione?), senza pretendere di avere lo scettro ma creando costantemente
proficue sinergie. Continuate così! Nel mio piccolo, sono felice se passerà un
messaggio in più, dedicato a tutte quelle persone che si trovano in condizioni
critiche convinte di essere senza via d'uscita. Se questa mia testimonianza ti
sarà utile per un post puoi tranquillamente migliorare come meglio credi il
testo.
Un caro
abbraccio,
Carla Zanin –
Firenze 12/01/2012
1.
Una mattina di circa due anni fa, mi accorgo di non trovare più due anelli con brillanti a cui tenevo per il valore affettivo oltre che per quello economico. A quel tempo mi potevo permettere l'aiuto in casa di una donna di servizio una volta alla settimana. Di lì a pochi giorni questa ragazza mi comunica che ha trovato un lavoro a tempo pieno. Non faccio subito il collegamento sparizione anelli - sparizione ragazza. Ma nel tempo mi sorge il dubbio, che via via si fa sempre più concreto. Non avendo però nessuna prova decido di non denunciare l'accaduto alle forze dell'ordine. E mi balena in mente un solo pensiero: goditeli pure, te li lascio in prestito, tanto poi ritorneranno, poiché questi anelli sono legati a me da un profondo affetto che rappresenta l'energia amorevole di chi me li ha regalati. E così, passa un anno durante il quale il mio pensiero si è soffermato sì e no un paio di volte sulla questione, sempre con la sensazione che gli anelli fossero stati dati in prestito a una ragazza che aveva poche possibilità e forse meritava un po' di conforto momentaneo, anche se tale pensiero è stato accompagnato da un pizzico di comprensibile rabbia. E poi un bel giorno, dopo un week-end passato fuori casa, al rientro scopro di aver avuto la visita dei ladri! Dopo un'attenta analisi nella ricerca di cosa avessero prelevato per poter fare subito la denuncia, scopro con una certa sorpresa che nulla era stato preso, la casa era un po' sottosopra ma sembrava ci fosse stato un certo garbo nello smuovere i cassetti, tirare fuori i vestiti etc...A questo punto non so come, mi si accende una lampadina: sta a vedere!?...e corro a prendere la scatolina dove tenevo le gioie..e guarda caso, proprio in bella vista, sopra tutto il groviglio di collanine varie, troneggiavano i due anelli scomparsi. Anche i carabinieri che ho comunque chiamato hanno rilevato che il tentativo di furto con scasso in realtà era una "inspiegabile" messa in scena: i cocci del vetro della finestra erano ammucchiati all'esterno e non all'interno della casa, il navigatore GPS e il computer portatile in bella vista sul tavolo non erano stati presi, così come una ventina di euro ritrovati nei cassetti aperti. A quanto pare la ragazza in questione aveva fatto una copia delle chiavi di casa, magari per fare un'incursione e prendere qualcos'altro, ma poi, chissà, qualcosa è cambiato nel suo stato d'animo e l'ha portata a rendere il "prestito". Questa è una spiegazione razionale che mi sono voluta dare, in realtà non me ne importa nulla di come siano effettivamente andate le cose, tant'è che al ritrovamento del maltolto ho semplicemente esclamato, sotto lo sguardo attonito del mio compagno: tutto è bene ciò che finisce bene!
A quanto pare, quel lasso di tempo della durata di un anno si è rivelato essere solamente un ponte immaginario, nel momento in cui io ho scelto di credere che tutto sarebbe ritornato al suo posto. Questo episodio mi ha anche fatto riflettere sul significato che diamo alla proprietà. Forse dovremmo aprirci maggiormente alla condivisione con gli altri e dare meno peso alla materia e al senso di esclusività e agevolare invece uno scambio energetico?
Una mattina di circa due anni fa, mi accorgo di non trovare più due anelli con brillanti a cui tenevo per il valore affettivo oltre che per quello economico. A quel tempo mi potevo permettere l'aiuto in casa di una donna di servizio una volta alla settimana. Di lì a pochi giorni questa ragazza mi comunica che ha trovato un lavoro a tempo pieno. Non faccio subito il collegamento sparizione anelli - sparizione ragazza. Ma nel tempo mi sorge il dubbio, che via via si fa sempre più concreto. Non avendo però nessuna prova decido di non denunciare l'accaduto alle forze dell'ordine. E mi balena in mente un solo pensiero: goditeli pure, te li lascio in prestito, tanto poi ritorneranno, poiché questi anelli sono legati a me da un profondo affetto che rappresenta l'energia amorevole di chi me li ha regalati. E così, passa un anno durante il quale il mio pensiero si è soffermato sì e no un paio di volte sulla questione, sempre con la sensazione che gli anelli fossero stati dati in prestito a una ragazza che aveva poche possibilità e forse meritava un po' di conforto momentaneo, anche se tale pensiero è stato accompagnato da un pizzico di comprensibile rabbia. E poi un bel giorno, dopo un week-end passato fuori casa, al rientro scopro di aver avuto la visita dei ladri! Dopo un'attenta analisi nella ricerca di cosa avessero prelevato per poter fare subito la denuncia, scopro con una certa sorpresa che nulla era stato preso, la casa era un po' sottosopra ma sembrava ci fosse stato un certo garbo nello smuovere i cassetti, tirare fuori i vestiti etc...A questo punto non so come, mi si accende una lampadina: sta a vedere!?...e corro a prendere la scatolina dove tenevo le gioie..e guarda caso, proprio in bella vista, sopra tutto il groviglio di collanine varie, troneggiavano i due anelli scomparsi. Anche i carabinieri che ho comunque chiamato hanno rilevato che il tentativo di furto con scasso in realtà era una "inspiegabile" messa in scena: i cocci del vetro della finestra erano ammucchiati all'esterno e non all'interno della casa, il navigatore GPS e il computer portatile in bella vista sul tavolo non erano stati presi, così come una ventina di euro ritrovati nei cassetti aperti. A quanto pare la ragazza in questione aveva fatto una copia delle chiavi di casa, magari per fare un'incursione e prendere qualcos'altro, ma poi, chissà, qualcosa è cambiato nel suo stato d'animo e l'ha portata a rendere il "prestito". Questa è una spiegazione razionale che mi sono voluta dare, in realtà non me ne importa nulla di come siano effettivamente andate le cose, tant'è che al ritrovamento del maltolto ho semplicemente esclamato, sotto lo sguardo attonito del mio compagno: tutto è bene ciò che finisce bene!
A quanto pare, quel lasso di tempo della durata di un anno si è rivelato essere solamente un ponte immaginario, nel momento in cui io ho scelto di credere che tutto sarebbe ritornato al suo posto. Questo episodio mi ha anche fatto riflettere sul significato che diamo alla proprietà. Forse dovremmo aprirci maggiormente alla condivisione con gli altri e dare meno peso alla materia e al senso di esclusività e agevolare invece uno scambio energetico?
2.
Mi capita raramente di tentare la fortuna tramite i vari giochi del lotto, totocalcio, grattaevinci etc...e le volte che l'ho fatto non ho mai vinto niente; d'altronde ho sempre pensato: esiste una possibiltà su milioni, miliardi di azzeccare i numeri fortunati. Dunque niente di strano se non ho mai realizzato una vincita che non superasse i 2 euro. Rientra nella normalità. Nonostante questa convinzione, un giorno a caso acquisto due giocate al superenalotto da due euro l'una, nella stessa settimana: una il giovedì e una il sabato. Ma non guardo le estrazioni subito. Me ne dimentico. Dopo una decina di giorni mi ritrovo queste due schedine nella borsetta mentre stavo comprando le sigarette dal tabaccaio. E allora ne approfitto per farle passare sotto al lettore... che comincia a suonare...io nemmeno sapevo che le vincite suonassero! Beh di certo non sono diventata milionaria, ma aver vinto esattamente la stessa cifra con due schedine (e cioé 110 euro l'una) di cui mi ero completamente dimenticata, mi ha fatto riflettere. Era la prima volta, in occasione delle mie sporadiche giocate, che non mi precipitavo a controllare l'estrazione appena avvenuta: addirittura me ne ero completamente dimenticata. Niente focus, tutto guadagno. Naturalmente questo incasso non previsto è arrivato a fagiolo: mi è servito per saldare una bolletta che scadeva proprio in quei giorni e che ancora non sapevo bene come e se l'avrei pagata e con la rimanenza ho comprato un libro!
Mi capita raramente di tentare la fortuna tramite i vari giochi del lotto, totocalcio, grattaevinci etc...e le volte che l'ho fatto non ho mai vinto niente; d'altronde ho sempre pensato: esiste una possibiltà su milioni, miliardi di azzeccare i numeri fortunati. Dunque niente di strano se non ho mai realizzato una vincita che non superasse i 2 euro. Rientra nella normalità. Nonostante questa convinzione, un giorno a caso acquisto due giocate al superenalotto da due euro l'una, nella stessa settimana: una il giovedì e una il sabato. Ma non guardo le estrazioni subito. Me ne dimentico. Dopo una decina di giorni mi ritrovo queste due schedine nella borsetta mentre stavo comprando le sigarette dal tabaccaio. E allora ne approfitto per farle passare sotto al lettore... che comincia a suonare...io nemmeno sapevo che le vincite suonassero! Beh di certo non sono diventata milionaria, ma aver vinto esattamente la stessa cifra con due schedine (e cioé 110 euro l'una) di cui mi ero completamente dimenticata, mi ha fatto riflettere. Era la prima volta, in occasione delle mie sporadiche giocate, che non mi precipitavo a controllare l'estrazione appena avvenuta: addirittura me ne ero completamente dimenticata. Niente focus, tutto guadagno. Naturalmente questo incasso non previsto è arrivato a fagiolo: mi è servito per saldare una bolletta che scadeva proprio in quei giorni e che ancora non sapevo bene come e se l'avrei pagata e con la rimanenza ho comprato un libro!
3.
A marzo 2011 trovo il lavoro della mia vita o almeno quello che più gli si avvicina. Responsabile comunicazione di una nota Accademia di Alta Formazione dello spettacolo dal vivo. Per cominciare mi propongono un contratto di 18 mesi. Ebbene, parto alla carica, piena di entusiasmo e abnegazione per svolgere al meglio il mio incarico. E le soddisfazioni non tardano ad arrivare: lavoro come un mulo per 1000 euro al mese, ma tutto funziona alla grande. Apprezzamento da parte della maggiorparte dei colleghi e mia personale soddisfazione nel vedere gli sviluppi positivi del mio impegno. Dopo 5 mesi di entusiastico sfinimento (da notare, non avevo ancora il contratto in mano e nemmeno avevo visto un soldo) l'Ente per cui lavoravo, a causa di una grave crisi di liquidità già latente da diversi anni, decide di licenziare in tronco 30 persone di un altro settore rispetto al mio. E per non fare disparità, anche per questioni di opportunità puramente politica, decidono a ruota di licenziare anche me. Dunque vengo licenziata trovandomi ancora nella condizione di essere senza contratto e senza aver mai percepito un euro. Mi sono trovata davanti a un bivio: scivolare nel vittimismo e nell'autocommiserazione o agire con rabbia e vendetta? Mi sono presa un paio di mesi di riflessione, sospendendo qualsiasi azione e tenendo sotto controllo la mente che naturalmente mi spingeva a dar credito alle emozioni più disparate: in una parola, sono rimasta centrata. Inoltre questa mia momentanea inazione mi è stata utile per capire come si sarebbero comportati nei miei riguardi. In risposta al mio basso profilo hanno ben pensato di offrirmi anche meno di quello che mi spettava: invece di 5000 euro per 5 mesi di lavoro, 4000. Davanti a me avevo tutta una rosa di possibilità: i giornali erano pronti a sparare la notizia a un mio cenno, sindacati, avvocati, giudici, ispettorato del lavoro..un vero putiferio. Avrei potuto farli davvero "morbidi". Ma chissà quanto tempo mi ci sarebbe voluto per risolvere la situazione e quanta rabbia, quanti nemici. Troppa energia negativa. Non faceva per me. E poi non era questo quello che volevo. E così, dopo il mio periodo di riflessione ho identificato il modo migliore di agire (e questo a onor del vero mi è venuto in mente la mattina dopo aver sognato di partorire un enorme bambino) Mi è bastato scrivere una lettera all'assessore regionale di competenza nella quale ho esposto con semplicità e chiarezza i fatti. Nessuna minaccia, nessuna recriminazione, solo il giusto dovuto per il mio lavoro. Nel giro di una settimana sono stata contattata per "chiudere" la faccenda in modo pacifico (così mi è stato detto) che ha portato un compenso di 7000 euro invece di 4000. Due mesi di tempo nel "vuoto" ben investiti, visto quello che hanno prodotto!
A proposito, questo episodio mi ha dato molto di più: ho capito che quello che credevo essere il lavoro della mia vita, in realtà era solo un'illusione. Io non ho nessuna intenzione di lavorare come un mulo. La vita è altro, ancora non so cosa, ma di certo non è fare i muli! (con tutta la simpatia per questi animali)

E sì Carla, condivido il tuo sentire, e credo che i tuoi racconti possano riassumersi in poche parole: sentirsi responsabili di ciò che ci accade, comprenderne il significato e, se si ha fede e speranza, affidarsi: c'è sempre qualcuno che ci pensa! Io lo sto mettendo in pratica tutti i giorni e serve, oltre ad evitare il vittimismo, a risolvere le situazioni al meglio. Funziona davvero, se ci si crede veramente!
RispondiEliminaUn abbraccio a tutti - Antonella
Grazie: fluire nella corrente sarebbe, anzi è la mia aspirazione e non sono venute a mancare i cambiamenti nella mia vita in questi ultimi due anni.
RispondiEliminaLeggere queste esperienze mi regalano ancora più fiducia in me stesso e soprattutto nella vita: che è meravigliosa! :-)
Palmerino
Grazie Palmerino... ovviamente se hai racconti particolari da fare saremo ben contenti di leggerli/ascoltarli. Vedi come anche le esperienze altrui infondano fiducia in chi sa come vanno le cose, ma ancora nutre qualche dubbio! Del resto si sa, gli insegnamenti arrivano quando gli allievi sono pronti. E colgo ancora l'occasione per ringraziare infinitamente Carla
EliminaGiò
Molto interessante questo post!
RispondiEliminaAlla fine del racconto del primo episodio Carla scrive:"Questo episodio mi ha anche fatto riflettere sul significato che diamo alla proprietà. Forse dovremmo aprirci maggiormente alla condivisione con gli altri e dare meno peso alla materia e al senso di esclusività e agevolare invece uno scambio energetico?" La mia risposta è assolutamente si! Il problema attuale è l'eccesso di egoismo della stragrande maggioranza delle persone!
A proposito di cose che mi danno attualmente MOLTO fastidio, controllando con attenzione il computo metrico, redatto dal Tecnico, di una casa che sto costruendo, con molti sacrifici economici, mi sono accorto che ci sono delle misure eccessive rispetto a quelle reali che ho misurato in cantiere. In poche parole, in base a questo computo metrico, dovrei pagare alcune migliaia di euro in più rispetto al giusto computo metrico. Pochi giorni fà, evidentemente arrabbiato, ho sollevato queste critiche al Tecnico che ha fatto spallucce dicendomi che ci sono stati degli errori. Pertanto, dopo qualche giorno, mi ha consegnato il nuovo computo metrico con le correzioni fatte solamente nei punti che io gli ho lamentato. Ancora non ho avuto il tempo di controllare bene tutto il computo metrico ma sono sicuro che in altre parti del computo metrico ci saranno degli importi superiori a quelli reali! Comunque una cosa è certa: non ripongo più in questo Tecnico la fiducia che vi riponevo prima, avendolo scelto per questo progetto. Malignamente penso che Tecnico e impresa edile si siano messi daccordo per spillarmi soldi in più sfruttando, secondo loro, le mie non elevate conoscenze in campo edile. Sono molto amareggiato e sconfortato per questa esperienza di vita ma, comunque, vuol dire che mi serve questa esperienza per migliorarmi e per NON POTERMI FIDARE QUASI PIU' DI NESSUNO!!! Altra cosa che mi lascia molto perplesso e fortissimamente deluso è che questo Tecnico (un Architetto) è molto religioso. Addirittura, da più di 15 anni, questo Architetto, assieme a tutta la sua famiglia, segue il cammino Neocatecumenale! Forse ha dimenticato il comandamento: non rubare?
Io, comunque, ringrazio la vita per avermi dato un'altra esperienza così forte! In passato, se avessi avuto una esperienza così brutta, mi sarei facilmente sconfortato. Ora, invece, so di essere totalmente nella parte del giusto e mi difenderò nei modi eticamente e giuridicamente più opportuni! Lo scopro ogni giorno: non si finisce mai di conoscere le persone! Anche quelle che ritenevi oneste ti possono deludere!
Ciao Carla, bellissimo il tuo post,
RispondiEliminaecco cosa mi è successo oggi:
ho telefonato all'ospedale per prendere appuntamento x una risonanza magnetica, la signora allo sportello era molto gentile e mi ha detto che purtroppo il primo posto libero che aveva era per il 20 aprile!!!
Le ho detto che avendo una certa urgenza avrei sentito dai privati, mi ha risposto: "capisco, purtroppo stanno tagliando da tutte le parti" e mi ha dato i numeri x chiamare i centri privati. Ho chiamato subito, naturalmente da tutte e due le parti l'appuntamento lo avrei avuto già x domani stesso ma ad un costo di € 300 da una parte e € 250 dall'altra!!
Io, sinceramente, in questo periodo proprio non li ho questi soldi, e poi un pò mi irrita che paghiamo un sacco di tasse x non avere nessun servizio!
Così ho richiamato il cup: mi ha risposto la signora di prima che mi ha riconosciuto, abbiamo chiacchierato un pò, lei era dispiaciuta x questo stato di cose e io le ho detto "non si preoccupi, so che non dipende da lei", così mi ha preso appuntamento x il 20 aprile, ma mi ha detto di chiamare spesso x vedere se si fosse liberato un posto prima: loro non possono farlo x ragioni tecniche.
Ringrazio e saluto. Poi mi rivolgo al mio Angelo Custode e gli chiedo di farmi "intuire" quando si fosse liberato un posto, insomma, di aiutarmi... squilla il tel: era Tamara, la signora del centralino del cup, che mi dice: " la mia collega qui di fianco ha sentito la ns conversazione e proprio ora le si è liberato un posto per la rm x venerdi 20 gennaio"................. non ci credevo!! Le ho detto:” lei è un angelo!!!”
gli angeli custodi ci sono!!!!!! e se glielo chiediamo ci aiutano!!! È bellissimo tutto questo!! Grazie!!!
Grazie grazie grazie, anche a te per questa bellissima testimonianza! Chiedi e ti sarà dato no?!
Elimina@ Renzo: grazie per le tue parole perché mi dai l'occasione di toccare un punto topico. Tu stesso lo hai rilevato mettendo in evidenza la mia frase sul senso del "possesso e della necessità di imparare a condividere": e infatti, se ci fai caso, in merito alla sparizione dei "miei" due anelli non mi sono mai sentita defraudata, non ho mai ritenuto questa ragazza una ladra, ho sempre pensato a un prestito ed è proprio qui che credo di aver messo in atto la condivisione. Dunque se avessi pensato che era la ragazza l'egoista, allora avrei reagito diversamente! l'avrei denunciata..invece ero io l'egoista e dunque ho accolto questa occasione per smuovere un po' di energia ..ho'ponopono è fantastico poiché ci insegna a pulire dentro di noi per guarire l'esterno! Riguardo alla tua situazione con questo cattolicissimo architetto, fai bene a ringraziare la vita per questa esperienza: hai un'occasione d'ORO per pulire dentro di te e mi raccomando riponi la massima fiducia negli altri, perché vuol dire che sei nel flusso dell'Amore. Pensa che io non ho mai cambiato la serratura di casa, pur sapendo che qualcuno ha ancora le chiavi..cosa potrà mai succedermi? Se mi porteranno via qualcosa, vorrà dire che non mi serviva più e invece servirà ad altri!
RispondiEliminaGrazie anche a tutte le altre persone che hanno commentato, per aver condiviso le meraviglie che creano ogni giorno..
Fluire con la corrente... Meravigliosi questi post e i commenti.
RispondiEliminaGrazie per farmi partecipe di tutto questo.
Non sarò mai abbastanza grata. Ciao Giò, ciao a tutti.
Aff.ma emanuela amabile maria dal santo de munari
Ragazzi, lo so che questo annuncio è Off Topic, ma è impostante che sappiate che in sicilia sta succedendo il finimondo, tutto bloccato, in TV nazionale non ne parleranno mai!! INFORMATEVI E DIFFONDETE!!! STA PER INIZIARE QUALCOSA DI GRANDIOSO!!!! ^_^
RispondiEliminaBellissimo articolo, dona ispirazione e speranza! =) <3
RispondiEliminavorrei ch qualcuno mi spiegasse bene che vuol dire FLUIRE..che bisogna fare per lasciar fluire il tutto...grazie
RispondiEliminaAccetta quello che è con la certezza che è così per portarti il meglio possibile! ;-)
EliminaSono troppo belle le esperienze che condividete con noi. Ogni volta ne traggo un importante insegnamento e una nuova carica nel percorrere le varie vicende che la vita mi presenta. Ogni tanto capita di ritornare nei comportamenti vittimistici o rabbiosi o comunque insani e le vostre mail rimettono tutto al posto giusto. Grazie.
RispondiElimina