lunedì 19 marzo 2012


Domenica, fuori c'è il sole, i panni stesi catturano il profumo della primavera e la portano fin dentro all'armadio. Nello stesso armadio in cui gli scheletri sbattono le vecchie ossa come gli scaccia-pensieri al movimento del vento. Luisa, mi distrai: tu distogli i miei pensieri e gli scheletri ora sono immobili dietro le ante chiuse. Ne apro una appena appena, sbircio dentro e vedo le stelle, manca solo la cometa. Le parole sono scivolate tutte mentre tenevo in mano quei fogli che, pur numerati, si possono mescolare come il mazzo delle carte da gioco. Non sono cadute in terra, mi sono rimaste in grembo. (Il giorno di San Martino, 11 novembre è il 315º giorno del calendario gregoriano (il 316º negli anni bisestili), mancano 50 giorni alla fine dell'anno. Tradizionalmente in passato era questo il giorno della scadenza dei contratti di affitto degli appartamenti. Essendo il giorno della commemorazione di San Martino di Tours, l'espressione fare San Martino aveva il significato di traslocare)
[Traslocare : composto dal latino locare, porre in un luogo. Mandare da un luogo ad un altro]
“Mandare da un luogo ad un altro” mi sembra cattivo se penso a te. Crudele. Malvagio. Oppure mi sembra un dono. E che dono! Singulti e stomaco serrato, ma poi passa. Ora è passato il tempo della suspense - a volte mi dicevo durante la lettura – del fiato sospeso, posso rilassarmi. E Silvia continua parlando di arcangeli, di cherubini, di numerologia. Poi il capitolo riparte con “Luisa diceva..” e la terra di nuovo  trema. Mi manca l’appoggio sotto, e sto dondolando anche la sedia è ferma. Nelle sue paure riconosco le paure; nel suo amore riconosco l’amore; nel suo desiderare un uomo che mi ami e che mi chieda la manoriconosco la “Cenerentola” che vive in ogni donna. Le parole trascritte su foglietti conservati dentro a chissà quali cassetti rimbombano come echi della valle che all’infinito gridano “torna orna rna na aaaaaaa”. Ma tu non torni Luisa, perché non sei andata. Sei qui, tra le braccia sue (di Ya) e tra quelle di chi ti ha conosciuta e conoscerà nel tempo. Intendo nel nostro, di tempo. Perché nel tuo, di tempo, già sa chi saprà di te, di lei, di noi, e chi no. Per mia fortuna sono nella prima schiera. Grazie Luisa!




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